An Imperfect Murder - Un delitto imperfetto recensione
2017,  Alienarsi,  Meglio mai che tardi

An imperfect murder – Un delitto imperfetto

An Imperfect Murder – Un delitto imperfetto è un film drammatico conosciuto in patria anche con il titolo The private life of a modern woman, ma che io vorrei rinominare Cronaca di un errore. Non quello della protagonista di questo film, ma il mio, quando ho sfogliato la guida tv di Sky On Demand e ho deciso di guardarlo.

Al centro della vicenda c’è una famosa attrice di nome Vera, che tra incubo e realtà riflette sull’uccisione del suo ex fidanzato.

Se (come me) cercate un giallo, lasciate ogni speranza o voi che guardate, perché qui l’omicidio è una sorta di evento collaterale a una storia composta da una serie di dialoghi tra la protagonista e svariate persone che entrano nel suo appartamento.

Fin dall’incipit, la camera alterna le inquadrature di Vera con quelle di un dipinto orrendo, le cui raffigurazioni accompagnate da un sottofondo di musica classica dovrebbero suggerirci un qualche significato profondo. Ma nel corso del film il regista decide di stupirci anche con inquadrature non convenzionali, ad esempio tenendo la camera fissa per minuti su un baule mentre ascoltiamo i dialoghi dei personaggi fuori campo – perché nel baule c’è il cadavere, capito? Sta proprio lì in salotto, che Hitchock scansati e guarda che pathos! –

Successivamente un signore con occhiali scuri (che, colpo di scena, è il regista stesso) dice cose del tipo: “Sai cosa suggerisce quella bottiglia mezza vuota? Che hai un vuoto nell’anima”. – E allora scansati anche tu signor Freud e guarda qui che drammone psicologico! –

Il film prosegue così in una sorta di masturbazione mentale fino alla fine, sempre se riuscite ad arrivarci. – Grazie signor Murdoch per aver inventato il tasto “avanti veloce.” –

Forse avrei dovuto capire subito che An Imperfect Murder – Un delitto imperfetto non era un buon film, forse avrei dovuto sospettarlo dalla durata di un’ora e 11 minuti, ma la presenza nel cast di Sienna Miller e Alec Baldwin, insieme alla partecipazione del film alla Biennale di Venezia mi hanno tratto in inganno. Ciò che invece non potevo intuire è che stavo per guardare uno dei film più brutti dell’anno.

E chissà per quale debito d’onore la Miller e il Baldwin han dovuto prendere parte a tale pantomima.

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