An inspector calls - Spiegazione del finale
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An inspector calls – Spiegazione del finale

Chi è l’ispettore? Qual è la spiegazione del finale di An inspector calls?

An inspector calls – Film e opera teatrale

An inspector calls è un’opera teatrale del drammaturgo britannico John Boynton Priestley, che ha debuttato nel 1945. Quasi 10 anni dopo, precisamente nel 1954, Guy Hamilton ne diede la più famosa trasposizione cinematografica, che abbiamo scelto come soggetto di questo articolo. Uscirono in seguito svariati adattamenti, sia per il cinema sia per la tv, ma la storia è stata raccontata anche in alcuni programmi radiofonici. In Italia non ha però raggiunto la stessa popolarità, anche se l’inserimento del film nel catalogo Netflix ha aiutato a riscoprire questa vicenda molto accattivante.

La trama del film

Un ispettore arriva a casa Birling e racconta ai membri della famiglia che una ragazza di nome Eva Smith si è uccisa bevendo disinfettante. Le varie domande dell’ispettore ricostruiscono la vicenda e rivelano che ogni membro della famiglia ha avuto a che fare con lei.

Arthur Birling l’ha licenziata dalla sua azienda, Sheila ne ha causato il secondo licenziamento da un negozio di abbigliamento, Gerald ha avuto una relazione con lei e l’ha lasciata, Sybil Birling si è rifiutata di aiutarla quando era incinta e infine si scopre che il secondo figlio, Eric, è il padre del bambino che portava in grembo e che ha derubato suo padre per dargli un futuro.

Successivamente si scopre però che non esiste alcun ispettore di nome Goole, così Mr Birling chiama l’ospedale, venendo a sapere che non c’è stato alcun suicidio. La famiglia si riunisce, decisa a smascherare l’ispettore, che attende in un’altra stanza. Poi però il telefono squilla e la telefonata rivela che una giovane donna è appena morta proprio per aver bevuto del disinfettante e che la polizia sta andando a casa Birling interrogarli al riguardo. Nel frattempo Goole è scomparso.

An inspector calls interpretazione
Eva chiede aiuto alla signora Sybil Birling.

Il significato di An inspector calls

Il significato della storia è ben riassunto da una frase dell’ispettore, pronunciata nell’opera teatrale: “Non viviamo da soli. Siamo come le membra di un corpo. Ciascuno di noi è responsabile dell’altro. E vi dico che presto verrà il tempo in cui, se gli uomini non impareranno questa lezione, finirà che dovranno impararla col fuoco, il sangue, e l’angoscia.”

Anche se l’opera è del 1945, la storia è ambientata nel 1912 ed è quindi antecedente alla Prima Guerra Mondiale. Il significato può essere riletto dunque anche alla luce di ciò, sottolineando che l’incapacità di prendersi le proprie responsabilità e la mancata presa di coscienza dei propri egoistici peccati, può condurre la società allo sfacelo.

Ciò che traspare dalla storia è anche una denuncia della società capitalista, che abusa delle classi sociali inferiori utilizzando una manodopera a basso costo. Eva Smith è sottopagata, così come le sue colleghe, ma le viene negato categoricamente un aumento. A ben vedere è la figura femminile stessa che viene denigrata. Non solo con il basso salario, ma anche nel rapporto con Gerald che seppure armato di ottime intenzioni (in quanto va in suo soccorso) non la considera capace di mantenersi con il proprio lavoro e la sfrutta poi amorosamente senza tenere conto dei suoi sentimenti, per poi lasciarla una volta conosciuta Sheila.

an inspector calls finale significato
L’ispettore Goole attende che la famiglia Birling finisca la riunione, poco prima di sparire.

An inspector calls – Spiegazione del finale del film

Ci sono in realtà più spiegazioni possibili e plausibili del finale del film e il bello sta proprio in questo.

Un’entità soprannaturale

L’ispettore potrebbe essere una sorta di essere soprannaturale, una specie di fantasma. Questo spiegherebbe perché compare all’improvviso in salotto e come fa a scomparire dalla sedia dove sta seduto alla fine della vicenda, chiuso all’interno della stanza. La sua più che un’indagine sarebbe dunque una missione, quella di risvegliare la coscienza dei Birling. Per questo stesso motivo è a conoscenza dei suicidio prima che esso accada.

In quest’ottica potremmo vedere l’ispettore Goole come i fantasmi che fanno visita a Scrooge in Canto di Natale di Charles Dickens. Questa teoria è supportata anche dal fatto che Priestley, l’autore di An inspector call, ben conosceva le opere di Dickens su cui pubblicò pure un libro nel 1969.

Lui sapeva

Se vogliamo evitare il soprannaturale, l’unica spiegazione che può far coincidere tutte le stranezze è una. L’ispettore Google era a conoscenza dell’imminente suicidio della ragazza e per saperlo probabilmente la conosceva. Naturalmente non si tratta di un vero ispettore, ma di un amico o conoscente, che con tali vesti ha potuto recarsi dai Berling e per conto di Eva farli ragionare sulle proprie azioni. Il fatto che egli non mostri le foto a tutti i componenti insieme può essere facilmente spiegato con l’intento di ricostruire la vicenda un colpevole alla volta, permettendo a ognuno di loro di fare i conti con le proprie colpe.

L’ipotesi che si trattasse di foto diverse e quindi di donne diverse, come sospettano i protagonisti, farebbe cadere questa teoria riconducendoci a qualche altra spiegazione.

Non c’è una spiegazione

Il twist finale potrebbe anche non avere una spiegazione, ma essere un semplice espediente narrativo dell’autore per sorprendere lo spettatore e per evidenziare ciò che in realtà conta nell’opera ovvero il suo messaggio. Non è infatti importante l’identità dell’ispettore, ma ciò che hanno fatto i vari protagonisti e come essi reagirebbero conoscendo le conseguenze delle proprie azioni. I genitori rifiutano ogni responsabilità, mentre i figli e in particolare Sheila, riescono fin da subito a fare un esame di coscienza, assumendosi le proprie colpe. Anche Gerald, il suo fidanzato, si rende conto d’aver giocato con i sentimenti di Eva Smith (che lui conosceva come Daisy Renton) per narcisismo, ovvero il compiacimento di poter essere prezioso per qualcuno. In questa luce l’autore sembra guardare con maggiore ottimismo ai giovani rispetto alla generazione precedente, irrimediabilmente corrotta dal proprio egoismo.


Fonti: BBC, Roses and thorns books, Google Books.

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