Fair play
C’è un thriller psicologico cattivo al punto giusto e attuale, di una regista donna (Chloe Domont), uscito direttamente in home video su Netflix. Si chiama Fair play e racconta la storia d’amore di Emily e Luke, una coppia nella vita ma non al lavoro, dove tengono segreta la loro relazione.
Ed è proprio in ufficio, quando lei riceve una promozione, che il loro rapporto inizia a sgretolarsi. La storia ci introduce in un mondo del lavoro spietato e governato dal Dio Denaro, dove il maschilismo è imperante e si insinua in una relazione. Dai pregiudizi alla gelosia, all’incapacità e probabilmente ottusa paura ad accettare il successo e l’ambizione femminile, il plot ci conduce in un climax ben congegnato in cui il rapporto tra Emily e Luke, i bravi Alden Ehrenreich e Phoebe Dynevor, degenera a poco a poco.
La trama si perde forse in qualche dettaglio – lei rifà l’amore con lui nonostante tutto e per incomprensibili motivi – ma centra alla perfezione il ruolo (fastidioso) dei familiari, così come quello del capo d’azienda, interpretato alla perfezione da Eddie Marsan.