fuga dal mondo dei sogni film recensione
1992,  Fantasticare

Fuga dal mondo dei sogni

Fuga dal mondo dei sogni è un film a tecnica mista con Brad Pitt, Gabriel Byrne e Kim Basinger.

La storia antepone Holli Would, sensuale femme fatale animata, che sogna di diventare di carne e ossa per poter fare all’amore e tutto quello che fanno gli umani, al detective Frank Harris, che invece è un uomo trapiantato a Mondo Furbo, dove fa rispettare la legge.

Fuga dal mondo dei sogni segue di quattro anni Chi ha incastrato Roger Rabbit e ne è un figlioccio, con svariate analogie. Tra tutte la figura di Holli, seducente e spietata, che riporta alla mente Jessica Rabbit. Il film di Robert Zemeckis è però tutta un’altra cosa.

Oltre al fatto che nelle interazioni qui i personaggi animati non si amalgamano così bene come dovrebbero agli attori, a difettare enormemente è la sceneggiatura, completamente allo sbaraglio. Gli obiettivi dei vari personaggi in gioco si presentano a mano a mano che la storia procede, così come i dettagli importanti, le regole in gioco, tanto che la storia procede per accozzaglie di eventi, ingiustificabili e scoordinati, in un incedere confuso e caotico. Elemento quest’ultimo a cui contribuiscono i cartoni animati, perennemente esagitati e mai divertenti.

Solo alla fine si scopre l’esistenza di uno spillo che tiene separate le due dimensioni, mentre l’introduzione non ha nessuna correlazione con il resto della storia. Giusto per citare due esempi.

Si salva la colonna sonora, che dà al film un tono underground, ma che non salva il film stesso.

 

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