il colore venuto dallo spazio film recensione
2019,  Spaventarsi

Il colore venuto dallo spazio

Si dice (o almeno qualcuno dice) che trasporre le opere di H.P. Lovecraft non sia compito facile. Effettivamente se andiamo a scorrere i film tratti dai suoi scritti, non troviamo molti capolavori. A tentare il difficile compito nel 2019 è Richard Stanley, il cui ultimo film da regista è datato 1992, e con Il colore venuto dallo spazio porta sullo schermo uno dei racconti più famosi dello scrittore horror.

Ma non è tutto, perché il nostro Stanley (guardate la foto di Wikipedia per inquadrare il personaggio) ha pure l’ardire di apportare alcune modifiche alla storia. Tutto ha comunque inizio con la caduta di uno strano meteorite, che dà il via ad alcuni fatti inconsueti nei dintorni di una fattoria.

Il difficile è rappresentare l’arrivo sulla terra di un colore e nello specifico di un colore mai visto prima, oltre che impossibile a descriversi. Stanley se la cava egregiamente grazie a un gioco di luci e di colori vicini al fucsia, dando vita a una storia che scansa efficacemente molti cliché del genere horror e che – anche se sappiamo che tutto degenererà presto – lo fa con un certo stile.

Anche Nicolas Cage è a fuoco in un film che finisce in un delirio e del quale ci piace tantissimo la locandina.

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