Jurassic World
2015,  Avventurarsi,  Cinematerapia: una pillola per

Jurassic World

Pedissequo al primo film, suo alfa, Jurassic World si fa prendere per mano artigliata da esso, citandolo più volte, nel tentativo di ricreare l’atmosfera di un mondo che ha catturato molti tra le sue grinfie. Rispetto a Jurassic Park tuttavia (ancora il migliore), manca di inquietudine, di quel tremore da passo di dinosauro, restando, come gli altri, un allievo debitore mai in grado di superare il maestro, compensando tuttavia con un alto livello di spettacolarità e scene adrenaliniche ad alto ritmo, senza mai annoiare.

Alla trama non possiamo chiedere particolari colpi di scena, che qualcosa andrà male lo sappiamo. Il fascino dinosauresco e del parco a tema resta però sempre fervido.

Poco cattivo e più matto, il cattivo. No, non il dinosaurone, e nemmeno il dottor genetista, ma Vincent D’Onofrio, che per qualche trauma nella sua infantilità (forse i bulli gli rubavano la merenda), nutre la malsana idea di allevare velociraptor/soldati.

I fan della saga, timorosi all’ingresso della sala, non ne saranno delusi. Jurassic World dà quello che ci si aspetta, nulla di più e nulla di meno. Il che è un bene. E ora tutti in sella alla motocicletta, sguinzagliamo i raptor, e andiamo far colpo sulle pulzelle.

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