john carter film recensione
2012,  Alienarsi,  Avventurarsi,  Sorprendersi

John Carter

L’importanza del punto di vista. Sì, perché se guardiamo John Carter con l’occhio dell’economista, sottraendo ai finanziamenti Disney gli incassi del film, esso è tra i peggiori film della storia del cinema. Forse, addirittura, il film con maggiori perdite.

Magari è proprio per questo un giorno diverrà un cult e ai miei occhi si erge a baluardo contro il pregiudizio (di chi per questi fattori rifiuta o sceglie un film).

Perché John Carter è uno dei migliori film fantasy che siano passati da diverso tempo. Montaggio, computer grafica e musiche di Michael Giacchino. Andrew Stanton rilegge, cento anni dopo, il primo romanzo di Edgar Rice Burroughs, e lo riscrive intelligentemente su pellicola, con modifiche sapienti che non ne opprimono l’atmosfera. La regia, tra totali ed esaltazione della gestualità, dà talvolta sensazioni di western e di avventura vera, quasi d’altri tempi. O forse d’altri mondi.

La storia è affascinante, la narrazione avvincente, in un mix impetuoso tra avventura e romance, fino a un finale orchestrato con maestria, per stupire.

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