l'appartamento
1960,  Innamorarsi,  Ridere

L’appartamento

Un impiegato lascia il suo appartamento ai superiori, affinché essi ci portino le amanti, ma finisce con l’innamorarsi di una di esse.

A partire da un soggetto originale, accattivante e provocante, soprattutto nell’anno di uscita, Billy Wilder ci racconta una storia d’amore spiritosa, dove l’appartamento è il fulcro di situazioni paradossali, equivoci, drammi, innamoramenti e brevi scappatelle.

La forza del film sta nel suo sviluppo, nella sceneggiatura, in cui C.C. Baxter si ritrova sempre più subissato dagli eventi e dalle situazioni, oltre dai propri desideri contrastanti, tra l’amore, il desiderio di far carriera e la sua coscienza. Insieme ad essa, spicca la scrittura del personaggio interpretato da Jack Lemmon, un travet, estremamente buono e fondamentalmente ingenuo, una brava persona che, nonostante ciò che accade intorno a sé, conserva una genuina etica. È un personaggio che entra nei cuori, che fa venir voglia di andare lì davanti alla cinepresa, scrollarlo e dirgli di reagire e che al contempo riesce a divertire.

Il film stesso vuole divertire e diverte, ma sotto le nostre risate c’è la realtà di tutti i giorni, tutt’oggi, fatta dei furbi approfittatori, degli ingenui, delle dinamiche oscure del lavoro e della complessità di alcune relazioni amorose, tra le quali l’attrazione amorosa delle donne verso “l’uomo sbagliato”.

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