l'uomo ombra 1934 recensione film
1934,  Investigare,  Ridere

L’uomo ombra

Uno scienziato scompare e la sua segretaria viene trovata morta. L’ex investigatore Nick non vorrebbe avere a che fare con il caso, ma tutti si rivolgono a lui e la moglie, a caccia di emozioni forti, lo sprona a occuparsene. L’uomo ombra (The thin man nell’originale) è un film giallo con le forti connotazioni della commedia, tratto dal romanzo di Dashiell Hammett.

Si tratta di un film, ancora oggi, estremamente moderno per la sua storia. Al centro di tutto c’è una delle più belle coppie rappresentate sul grande schermo: due coniugi devoti all’alcool, con in bocca una battuta più sagace dell’altra e presi da un continuo e spiritoso battibeccare che li rende più affiatati che mai. Senza trascurare Asta, cane fifone anch’egli protagonista di divertenti siparietti.

Ma non dimentichiamo che L’uomo ombra è pur sempre un film giallo. La platea dei sospettati è ampia e tutti hanno un movente. Il finale, alla Aghata Christie, li riunisce a cena dove l’arringa finale (anch’essa d’umorismo delizioso) alza il sipario. Peccato che, considerati i tempi (era il 1934), le esigenze di minutaggio abbiano imposto una risoluzione probabilmente troppo sbrigativa, che toglie in parte il gusto nel comprendere le azioni che hanno mosso il colpevole.

L’uomo ombra è stato un successo anche all’epoca e ha portato a 5 sequel e una serie tv.

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