la fabbrica delle mogli film recensione
1975,  Alienarsi,  Riflettere,  Tendere i nervi

La fabbrica delle mogli

Com’è la moglie perfetta? Cucina, non si lamenta mai ed è sempre accurata nel look. Siete d’accordo? Non rispondete, non serve, guardate invece La fabbrica delle mogli.

Joanna si trasferisce con il marito nella cittadina di Stepford, dove però la donna fatica ad ambientarsi, soprattutto a causa delle altre mogli del quartiere che si comportano in maniera alquanto bizzarra.

Tratto dal romanzo di Ira Levin e sceneggiato da William Goldman, La fabbrica delle mogli è un film dal soggetto illuminante, di cui avremmo preferito un titolo diverso e meno indiziale, come l’originale, The Stepford Wives, o quello del remake, La donna perfetta.

Contrariamente a quanto può sembrare dall’incipit, il film di Bryan Forbes comunica una forte denuncia verso il sessismo e verso una società fortemente maschilista e lo fa con un film tra il thriller e la fantascienza, mai scontato.

La pecca è che nonostante sia datato 1975, la prima parte risulta oggi piuttosto compassata e il punto di svolta richiede un po’ di pazienza.

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