la fine del mondo film recensione
2013,  Alienarsi,  Avventurarsi

La fine del mondo

La fine del mondo è il terzo film della cosiddetta Trilogia del cornetto, che fa riferimento proprio al gelato, che però con i film non ha proprio nulla a che vedere. I primi due sono L’alba dei morti dementi e Hot fuzz, tutti scritti a quattro mani da Edgar Wright (anche alla regia) e Simon Pegg (anche protagonista).

La fine del mondo in particolare sembra essere stato scritto a seguito di un’epica sbronza presa immediatamente dopo la visione de L’invasione degli ultracorpi (o Terrore dallo spazio profondo).

La comicità demenziale del film si applica a temi legati alla fantascienza, ribaltando ogni situazione di genere e ogni priorità in situazione d’emergenza. Perché il tour di 12 pub, di cui l’ultimo porta il nome del film, resta sempre la priorità.

Nella prima parte vi sono anche delle gag riuscite e ispirate, nella seconda – al di là del colpo di scena a metà, se non avete letto il soggetto o visto il trailer – diviene pura degenerazione e a noi sembra proprio di osservare un amico ubriaco. Peccato che non ci divertiamo come lui.

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