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Bollettino,  Controindicazioni

La spiegazione di eXistenZ – Film di David Cronenberg

La trama di eXistenZ

La celebre game designer Allegra Geller sta presentando la sua ultima creazione: eXistenZ. Un gioco che permette, attraverso delle connessioni neurali con dei joystick biologici, di entrare in un mondo parallelo di incredibile verosimiglianza alla realtà. Durante il primo test con una serie di fan, Allegra viene però colpita dallo sparo di un’arma caricata a denti. L’addetto al marketing Ted la porta in salvo, dandosi alla fuga. Su insistenza di lei entreranno inzieme all’interno di eXistenZ, per sperimentare potenzialità e difetti del videogame.

La spiegazione di eXistenZ – Il finale

La vera svolta del film avviene quando Allegra e Ted si risvegliano nel letto, dove giacevano collegati al proprio Pod, e si rendono conto di essere ancora all’interno del gioco. È qui che la situazione si fa ancora più ingarbugliata e si rende necessario sciogliere qualche nodo. Da questa scena si intuisce che poco prima i due si trovavano in una realtà virtuale all’interno dell’attuale realtà virtuale, dando così l’idea di una serie di scatole cinesi.

È in questo momento che Ted si svela come infiltrato di una casa di videogame concorrente con l’obiettivo di eliminare Allegra, ma quest’ultima, più scaltra di lui, riesce a eliminarlo, vincendo così la partita.

Allegra e Ted si risvegliano nella realtà, dove sono in compagnia di tutte le persone che abbiamo visto nel corso del film, dal meccanico al cuoco giapponese. Questo ci fa capire che ciò che abbiamo visto fin dall’inizio del film è finzione, compresa la scena iniziale dove all’interno della chiesa i volontari iniziano a giocare la partita.

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La scena iniziale, che si scopre poi essere parte del gioco.

Il vero gioco che stanno testano è infatti TransCendenZ e non eXistenZ. Il creatore si confessa tuttavia preoccupato a causa dia alcuni istinti violenti all’interno della storia verso il game designer, che a suo avviso non avrebbero dovuto esserci.

C’è infatti un ultimo colpo di scena in cui Allegra e Ted si rivelano come assassini assoldati dai concorrenti e uccidono il creatore del gioco con le pistole biologiche. Infine, puntandole contro un altro giocatore, udiamo quest’ultimo dire “Siamo ancora nel gioco, vero?”.

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Il colpo di scena finale.

Il film si chiude con questo quesito aperto, che non ci dà risposte certe. Le possibilità sono due.

Si tratta effettivamente di un’altra realtà virtuale (la terza), come suggeriscono le pistole di cui Ted e Allegra sono armati. D’altro canto si potrebbe trattare effettivamente della realtà, ma i giocatori, totalmente immersi nelle realtà virtuali e in questo sistema complesso, non riescono più a distinguerla dal videogame. È proprio qui che vuole arrivare Cronenberg, dando un preciso significato filosofico al film. Cosa è davvero reale e cosa non lo è?

Il significato del film

Vi invitiamo a leggere la nostra recensione di eXistenZ per un approfondimento sul valore del film e il suo significato.

La spiegazione dei nomi

eXistenZ significa ovviamente “esistenza”, ma eliminando le lettere in maiuscolo, otteniamo “isten” che in ungherese significa Dio. TransCendenZ invece fa riferimento al concetto di trascendenza, che indica qualcosa di ulteriore, al di là del nostro mondo, e allo stesso modo, eliminando le lettere in maiuscolo ci resta il termine “enden”, che in tedesco significa “fine”.

Spesso inoltre si sente nel film l’appellativo “demone”, affibbiato anche da Ted ad Allegra. In questo caso il significato è quello greco di dáimōn, ovvero “essere divino“, una sorta di semidio che si pone tra due realtà. Allegra è infatti la creatrice del gioco, ovvero colei che collega i due mondi.

Come si può notare, i riferimenti filosofici nel film sono molteplici, così come le citazioni religiose, il che rende necessaria una seconda o terza visione, per poter apprezzare e reinterpretare ciò che si vede.

L’origine del film

L’ispirazione fu data a Cronenberg dallo scrittore indiano Salman Rushdie, che ricevette una condanna a morte dal suo paese per aver scritto “I versi satanici”, dove riscriveva parte della storia di Maometto. Intervistato da Cronenberg, gli confidò di viaggiare continuamente con un pc portatile, collegato a lui come un cordone ombelicale, perché unico elemento di raccordo con la realtà, considerato che fuggì nel Regno Unito, vivendo sotto scorta.

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