Le peggiori traduzioni dei titoli di film
Controindicazioni

Le peggiori traduzioni dei titoli dei film

È inevitabile che quando un film viene esportato oltre che il doppiaggio, anche il suo titolo può avere necessità di essere tradotto. Tuttavia questa operazione, che apparentemente può sembrare semplice, deve incontrarsi e scontrarsi, oltre che con il volere di chi ci piazza i verdoni, con questioni culturali e di marketing. Spesso non ci si limita a tradurre dunque il titolo, ma lo si cambia, operazione che di per sé non deve essere per forza vista come negativa. Tuttavia, talvolta, questa operazione non sembra essere proprio azzeccata. Dei vari orribili, orripilanti, orripilerrimi titoli, di cui potete trovare voi stessi esempio oltre quelli qui citati, ho deciso di racchiuderli in alcune macro categorie: ecco a voi le peggiori traduzioni dei titoli dei film.

#1 Le licenze poetiche

In questa ironica categoria potrebbero a dire il vero far parte quasi tutti i titoli qui citati, ma alcuni sopra agli altri si distinguono per l’eccezionale arguzia nel scegliere il titolo.

Se mi lasci ti cancello – Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Da un verso di Alexander Pope a un titolo da commedia tira e molla.

Hanno rubato le chiappe di Afrodite – On a volé la cuisse de Jupiter. È naturale che le chiappe di Afrodite attraggano molto di più della gamba di Giove.

Agente 007: Licenza di uccidere – Dr No. Stupidità o lungimiranza? Sì, perché nel 1989 esce 007: Licence to kill e in Italia sorge un piccolo problemino, il titolo ce lo siamo già bruciati nel 1962. Così quest’ultimo diventa 007: Vendetta privata. Perché a noi piace far confusione.

Pirati dei Caraibi: la maledizione della prima luna  Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl. Non che non vada bene anche così, ma La maledizione della perla nera sarebbe stato troppo brutto?

le peggiori traduzioni dei titoli dei film
©Les Films Ariane, Mondex Films, FR3

#2 Il sesso

Beh, cosa, più di questo, attira l’attenzione?

Fatti strafatti strafighe – Dude, where is my car?. Deve indubbiamente attirare i tredicenni dall’animo ribelle molto di più. E poi mi sembra giusto rimarcare che si tratta di un film dagli alti valori ideologici.

Alla bella Serafina piaceva far l’amore alla sera e alla mattina – La fiancée du pirate. Chi è questa Serafina? Ma è al cinema? Hai il suo numero?

Maial College Van Wilder. Maial! Direbbero nel ferrarese. Come ci si iscrive a questo college? Deve avere ottime referenze.

SuxbadTre menti sopra il pelo – Superbad. In Italia amiamo Federico Moccia. Un giusto omaggio in questo caso che merita la menzione ad honorem tra le peggiori traduzioni dei titoli dei film.

Lo spaventapassere – The Sitter. Va bene, Babysitter non lo volevano intitolare, ma… mah. Chissà cosa ne penserebbe Jonah Hill.

le peggiori traduzioni dei titoli dei film
©Twentieth Century Fox

#3 I titoli lunghi, le liste, i puntini di sospensione

Scappo dalla città, la vita l’amore e le vacche – City Slickers. Lo guardereste? Beh, ha vinto un Oscar.

Bugie, baci, bambole & bastardi – Hurlyburly. Qualcos’altro?

Non drammatizziamo… è solo una questione di corna – Domicile conjugal. Truffaut che entra nella commedia sexy all’italiana.

Come ammazzare il capo… e vivere feliciHorrible Bosses. Almeno è molto più chiaro.

Uomini e donne, tutti dovrebbero venire… almeno una volta – Trust the Man. Io l’avrei intitolato: Uomini e donne, tutti dovrebbero venire almeno una volta, ma donne mi raccomando non fingete l’orgasmo. Già che c’eravamo.

Amici, amanti e…No Strings Attached,  Ti odio, ti lascio, ti… – The Break Up. E cosa? Ti cosa? Oddio lo voglio sapere, devo correre al cinema!

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©Castle Rock Entertainment, Nelson Entertainment

#4 Non-sense

Non per soldi… ma per denaro The Fortune Cookie. Ah, ora è tutto chiaro.

Un amore all’improvviso – The time traveller’s wife. Per un film tratto dal bestseller La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, meglio un titolo che non c’entra nulla.

We Want Sex – Made in Dagenham. Una commedia sull’emancipazione sessuale femminile, un titolo fuori luogo che entra di (de)merito tra le peggiori traduzioni dei titoli dei film.

Vogliamo vivere! – To be or not to be. Molto più appropriato di una citazione di quel lamentoso e poco conosciuto di Amleto. Ma è stato fatto un remake dal titolo Essere o non essere.

le peggiori traduzioni dei titoli dei film
©Audley Films, BBC Films, BMS Finance, HanWay Films, Lipsync Productions, Number 9 Films, UK Film Council, Universal Pictures, Sony Pictures Classics

#5 Manteniamo l’inglese, ma cambiamo il titolo

(S)ex List – What’s Your Number?. Rimaniamo comunque fedeli al principio della categoria sopra.

Interceptor – Mad Max. Primo film di una fortunata saga, che riprenderà il titolo originale.

locandina-interceptor le peggiori traduzioni dei titoli dei film
©Kennedy Miller Productions, Crossroads, Mad Max Films

#6 Il sottotitolo

Freerunner – Corri o Muori. Ho già le scarpe da ginnastica addosso.

The Rum Diary – Cronache di una passione. Ahn allora è una storia di passione e io che pensavo fosse quella di un ubriacone incallito con la passione per la scrittura.

Project X – Una festa che spacca. Yo fratello, stasera ci sballiamo, c’è un film top al cine.

le peggiori traduzioni dei titoli dei film
©Silver Pictures, Green Hat Films

#7 Ah l’amore, ah il matrimonio

Prima ti sposo poi ti rovino – Intolerable Cruelty. È un film dei fratelli Coen, giuro.

Se scappi ti sposo – Runaway Bride, È ricca, la sposo e l’ammazzo – A New Leaf, Prima o poi mi sposo – The Wedding Planner, Prima o poi me lo sposo – The Weddind Singer, Ti amo, ti sposo… ti mollo – Cake. Mamma mia che ansia.

Quando l’amore brucia l’anima – Walk The Line, Paura d’amare – Frankie and Johnny. Brutta storia l’amore, si può soffrire.

le peggiori traduzioni dei titoli dei film
©Imagine Entertainment, Alphaville, Mike Zoss Productions

Dunque, tirando le somme, vedete bene di non intitolare il vostro film Prima il sesso, poi ti sposo, infine… – Pancake a colazione. Pensateci bene, fatevi una corsetta, pensateci ancora, contate fino a tre e poi decidete.

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