Mad Max fury road
2015,  Cinematerapia: una pillola per,  Il caricatore

Mad Max fury road

Motori roboanti, pallottole sfrigolanti, candide veneri nel deserto rosso e un manipolo di ribelli dagli sguardi tormentati e determinati.

Al Mad Max di Miller sembra non interessare troppo la sceneggiatura o il tema della redenzione citata, ma solo il suo inseguimento: uno spettacolare, scenico, rockeggiante inseguimento. Ed è proprio questo che fa al meglio: azione pura e ritmata, con pochissime soste e dialoghi, duelli in corsa sul filo del rasoio all’insegna dell’estetica e della grandiosità.

A permettere ciò è anche, e soprattutto, un montaggio superbo, unito a costumi e scenografie d’impatto, dando vita e storia a un futuro post apocalittico, distonico e originale.

Mad Max Fury Road si ritaglia un suo piccolo immaginario.

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