matilda lutz
Controindicazioni

Profili: Matilda Lutz

Doverosa premessa

Era un pomeriggio grigio e nebbioso, la brina ammantava il prato di casa e i cani dei vicini latravano il loro lamento contro il gelido incedere dell’inverno. Lo scenario ideale per iniziare una serie tv!

Insieme alla mia ragazza mi abbandonai alla visione di They were ten, serie francese ispirata a Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, libro che devo aver letto tra le centoventitrè e le duecentodue volte.

Bastarono però pochi pochissimi minuti (o secondi) per far sì che il mio spirito critico e brontolone iniziasse già una lenta e sommessa lamentela. Era ancora fresco in memoria l’adattamento della BBC intitolato proprio Dieci piccoli indiani e questa nuova versione non mi convinceva proprio, almeno finché… fece la sua comparsa in scena lei, Matilda Lutz!

“Ah però, che carina! Inizia a piacermi questa serie.”

Lentamente, come nel peggiore dei film horror di serie B, la mia ragazza voltò la testa di un numero imprecisato di gradi e mi squadrò.

“Davvero la trovi carina?”

Sì amore, la trovo davvero carina e sai cosa ti dico, ci scrivo pure un articolo!

Chi è Matilda Lutz?

Scopro solo in seguito, perché documentarsi è importante, che Matilda Lutz è italiana, di Milano per la precisione, e che ha pure studiato nella mia stessa università. Chissà perché questa cosa mi dà l’entusiasmo di un bambino il giorno di Natale e approfondisco le mie ricerche.

Matilda Anna Ingrid Lutz ha un cognome tedesco, una nonna austriaca, un papà americano e la mamma italiana. Al che, sorge spontanea in me una domanda: “che cacchio ci faceva in una serie tv francese?

Diamo tempo al tempo.

Matilda passa la giovinezza a studiare tra Milano e New York, fa la testimonial per alcune case di moda e approda infine al cinema nel 2013, con i film Azzurrina e L’ultima ruota del carro. Tuttavia, secondo Wikipedia, è con la serie tv Fuoriclasse che arriva per lei la vera popolarità.

Seguono altri due film dei quali non ho voglia di fare copia-incolla, fino all’anno 2016, in cui diventa uno dei volti della campagna primavera/estate di Miu Miu e partecipa al film L’estate addosso di Gabriele Muccino.

Mi dispiace Matilda, ma nemmeno tu mi convincerai a vedere un altro film di Muccino.

Nel 2017 passa però a una produzione americana, diretta da un regista spagnolo (la situazione inizia ad affollarsi eh), perché è la protagonista di The ring 3. Sempre lo stesso anno esce anche quello che è probabilmente il più popolare dei film che la vedono tra gli interpreti: Revenge. Un film francese.

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Una foto della campagna pubblicitaria, trovata nel sito “Fashion Times”.

Piccolo aneddoto su Revenge

Un film che Tiscali Spettacoli descrive così: Violentata e gettata dal dirupo: “Ora li ammazzo tutti”. Il film shock con Matilda Lutz.

E sticazzi state calmi però.

Ora non so sei sia un film scioccante come viene detto, e ne dubito, ma d’improvviso m’è balenata in mente la locandina del film, che aveva colto la mia attenzione proprio per la protagonista, bella, sporca e armata.

Oggi mi chiedo, guardando le foto su Google, perché la protagonista combatta in un deserto tutta sporca e arrabbiata, con dei piccoli short da pallavolista che esaltano il suo sinuoso lato b. resto quindi indeciso se guardare il film e scoprirlo o restare in una beata ignoranza.

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La locandina del film… MES Productions, Monkey Pack Films, Charades, Nexus Factory, Umedia
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…e il culo di Matilda.

Ricordo che l’anteprima del film mi ricordò un’altra pellicola che non mi aveva affatto entusiasmato: Monolith. Non che c’entri molto con questo film, se non che in quella locandina c’era un’ambientazione desertica, con una bella ragazza di fronte a un’automobile, inquadrata rigorosamente di spalle e con il sederozzo in vista.

Rammento anche d’aver etichettato Revenge come il nuovo Taken con una ragazza al posto di Liam Neeson (che poi è stato fatto per davvero!¹) e di averlo evitato accuratamente.

Potrai mai perdonarmi Matilda? Spero che tu non legga mai questo articolo.

Il francese

Detto ciò, perché un film francese? Perché una serie tv francese? Credevate mi fossi dimenticato eh. A rispondere è Matilda stessa: la ragazza ama le sfide!

«Il discrimine perché io possa accettare o non accettare un lavoro è uno, ed un solo: la sfida. They were ten mi ha costretta ad imparare il francese, perché in francese avrei dovuto recitare.» (Da un’intervista fatta con Vanity Fair.)

Non appagata, proprio sul set di They were ten ha recitato pure con appresso un figlio di tre mesi e mezzo, da allattare tra un ciak e l’altro, mentre girava nel selvaggio Guadalupe.

Come ci stupirà allora in futuro? Reciterà Shakespeare durante il bunjee jumping? Interpreterà un ruolo in un film di Michael Bay senza nemmeno un’esplosione? Chissà, resta il fatto che Matilda ci piace davvero tanto.

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Il futuro?

Che però se leggete l’articolo tra qualche anno potrebbe essere il passato. Una sorta di X-RecensioneGiorni di un futuro passato.

Ecstasia insieme a quel belloccio di Scott Eastwood, Zone 414 con Guy Pearce e chissà che altro. Solo una cosa è certa. Di sicuro non ci sarò io né ci sarete voi nel suo futuro, perché Matilda è sposata con Antonio Folletto, padre del pargolo sopra citato.

Maledetti folletti, stanno sempre un passo avanti a noi!


¹ Peppermint – L’angelo della vendetta dello stesso regista di Io vi troverò (Taken), ovvero Pierre Morel.

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