2013
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Frozen
Frozen ha l’essenza della vecchia animazione Disney, racchiusa nell’armatura delle nuove tecnologie digitali. A differenza di molti recenti film d’animazione, si rivolge soprattutto a un pubblico di bambini, in particolare femmine, strizzando l’occhio alle principesse antenate. Si canta spesso e la trama, così come l’idea, non spicca in originalità. L’impatto tuttavia, che Frozen ha ottenuto, è innegabilmente grande.
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Empire State
Insensato. Empire state è un film insensato. Liam Hemsworth, fratello di Thor e controfigura di Gareth Bale nel tempo libero, è un immigrato greco (anche se di greco non ha manco l’alluce) e vuole diventare un poliziotto. Alla fine invece, decide di rubare dei soldi da una compagnia, che custodisce 25 milioni di dollari con una telecamera, un custode e un cane sordo. Ma a rubarli è il migliore amico, rubato a sua volta al film Scemo e Più Scemo, di cui poteva essere eccezionale interprete. Nella locandina c’è anche Emma Roberts, nel film quasi mai. La storia è vera, il film nemmeno vagamente verosimile. Decisamente brutto.
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Gli stagisti
Vi aspettate un film che rispecchi o faccia riflettere riguardo la drammatica situazione degli stage e del lavoro? Beh allora Gli stagisti non fa per voi. Se invece volete passare un paio d’ore con leggerezza, divertendovi, allora sì. Ci sono i soliti stereotipi, molti presi dalla high school americana, un finale prevedibile e sicuramente il film è un grande spot a Google. Ma ci sono anche gag divertenti e una coppia assodata (Vince Vaughn e Owen Wilson).
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Goool!
Goool! Gli omini del biliardino, ispirandosi ai cugini di Toy Story, prendono vita e danno vita a un film d’animazione che, visti i tempi che sta passando il calcio, dovrebbe insegnare qualcosa a più di qualcuno. Il cosa sarebbe pedissequo ribadirlo. Il confronto tra il film argentino/spagnolo di Juan José Campanella e i colossi americani fatica a reggere, ma di sicuro non sfigura, tanto meno nella grafica. In realtà di calcio non ce n’è moltissimo, se non per la partita finale, ma c’è molta avventura, rivolta soprattutto ai ragazzi più giovani. Gustosissime le citazioni cinematografiche sparse per il film, forse i momenti più divertenti e interessanti. Tra tutte: Apocalypse Now con la…
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Snowpiercer
Bong Joon-ho dirige un film distopico, cupo e pessimista, dove un treno diviene il mondo intero, involucro dell'esistenza umana.
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Il paradiso degli orchi
Dopo 30 anni dalla sua nascita per penna di Daniel Pennac, Malaussène, capro espiatorio di professione, lascia la carta per la pellicola e ci introduce Il paradiso degli orchi. Umorismo, situazioni grottesche, colori saturi e una famiglia assurda ridisegnano un bestseller in maniera fresca e spiritosa. I francesi hanno stile nella commedia cinematografica e il film risulta essere un piacevole intrattenimento, che potrebbe con naturalezza essere un cartone animato. “Ho visto molte cose orribili nella mia carriera, ma il suo pigiama porta a casa il primo premio”. Ecco dunque cosa aspettarsi da questa trasposizione cinematografica: risate leggere come variopinte farfalle e terribili pigiami.