Spiegazione del film Madre!
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Spiegazione del film Madre!

La spiegazione del film Madre in poche parole

La spiegazione del film Madre! più semplice e immediata ve la diamo subito e in tre parole: è la Bibbia.

Non ci credete? Approfondiamo l’analisi per cogliere i vari riferimenti che Aronofsky dissemina nella sua pellicola.

Madre! trama e spiegazione del film di Aronofsky

Javier Bardem è Dio e la sua opera è il vecchio testamento, mentre Jennifer Lawrence è Madre Natura, che si prende cura della casa, ovvero il mondo in cui viviamo.

L’avventore che viene ospitato nella casa, fan dello scrittore, è Adamo, così come la moglie, giunta poco dopo di lui è Eva. I due, insieme, rompono il diamante custodito nelle stanza al piano di sopra. Non è un caso. Il riferimento è infatti quello del giardino dell’Eden e al peccato originale della mela colta dall’albero.

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A seguire fanno la comparsa nella casa i due figli della coppia che, così come Caino e Abele, hanno un diverbio e uno scontro fisico, in cui uno uccide l’altro.

Siamo quasi al momento in cui gli eventi degenerano letteralmente.

La casa viene invasa dalle persone in adorazione verso lo scrittore, che iniziano a chiamare poeta e il via vai si fa sempre più frenetico e molesto. Dai piccoli incidenti domestici si passa ben presto a delle lotte, fino alle bombe e poi le sparatorie.

Il riferimento è alla storia dell’uomo, in una spirale di violenza ispirata anche dalle parole della Bibbia stessa, come è avvenuto con le Crociate. Il poeta nel frattempo viene venerato proprio come un Dio, con santini, omelie e luci.

La nascita del figlio è la nascita di Cristo, che viene donato da Dio all’uomo con l’intento di fare del bene. L’uomo invece lo uccide, nella storia crocifiggendolo, nel film in maniera più brutale e macabra, mangiandone poi il corpo, proprio come avviene odiernamente in chiesa.

Il comportamento dell’uomo, di aggressività verso l’un l’altro, ma anche verso il mondo che abita (la casa) e quindi la natura, porta quest’ultima, impersonificata dalla Lawrence, a ribellarsi e autodistruggersi, portando con sé tutto ciò che la circonda, uomo compreso. Si pensi ai terremoti, le alluvioni e quei segnali della Natura che oggi sembra proprio ribellarsi alla mano dell’uomo, che in primis con l’inquinamento la sta distruggendo.

A sopravvivere, inevitabilmente, è solo Dio, che chiede a Madre Natura se ancora la ama. Al sì, fa capire che deve riprovarci e dare un’altra possibilità all’uomo di comportarsi com’è giusto. Dal suo corpo estrae dunque una nuova mela/diamante da depositare nell’Eden, affinché il ciclo ricominci. Ci sarà così una nuova Madre Natura, un nuovo Adamo, una nuova Eva e una nuova possibilità.

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Il significato del film

Con questo film Aronofsky ricontestualizza la Bibbia e la storia dell’umanità, rappresentando la scrittura come strumento di grande potenza, in grado di fare del bene ma anche del male, se interpretata scorrettamente.

Si tratta di una critica feroce all’uomo e ai gesti che ha compiuto e sta compiendo nel pianeta, fraintendendo messaggi di pace (come quel “il poeta ha detto di condividere” che viene ripetuto più volte, accompagnato a una vera e propria razzia della casa).

L’accusa si rivolge però anche verso l’abuso dell’ambiente, che stiamo rovinando e maltrattando. La previsione di Aronofsky è che la Natura si rivolterà inesorabilmente contro l’uomo.

Emerge infine un’interpretazione ciclica della vita, che si ripete più volte in un costante e inesorabile fallimento dell’uomo, nonostante il perdono e la cieca fiducia di Dio, che concede una seconda, anzi terza da quanto emerge nel film, possibilità.

Ma quante altre volte l’uomo sbaglierà prima di capire?

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