• A qualcuno piace caldo
    1959,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Ridere

    A qualcuno piace caldo

    A qualcuno piace caldo è senza dubbio una delle migliori commedie che possiate vedere per la vostra cinematerapia, se siete in cerca di risate e purissimo, leggerissimo e intelligentissimo divertimento. Perché? I tempi comici sono perfetti, il ritmo incalzante, la sceneggiatura favolosa. Questo film gioiello di Billy Wilder sa divertire fuori dal tempo chiunque, grazie a battute memorabili, situazioni esilaranti, un incedere della storia che mixa comicità, amore, sensualità e perfino azione. La bocca resta tesa in un sorriso per tutto il minutaggio, fino all’indimenticabile finale. Un film dalla creatività avanguardistica per il 1959, quando è uscito, ancora intatta al giorno d’oggi. Forse non so nemmeno io perché questo film…

  • G. I. Joe
    2009,  Il caricatore

    G. I. Joe – La nascita dei Cobra

    Sicuramente prima di mettersi seduti a guardare G. I. Joe bisogna chiedersi cosa si ha voglia di vedere. Nato probabilmente, soprattutto, come operazione di marketing della Hasbro, che dopo aver portato con successo i propri Transformers al cinema, mira a riqualificare e rilanciare anche i suoi agenti giocattolo G. I. Joe, per un ritorno alla plastica tramite la celluloide. Lo script del film non brilla particolarmente, la sceneggiatura è soprattutto un accumulo di esperienze passate dei protagonisti, nel tentativo di dare un vissuto e un’identità tonda a questi giocattoli, ma resta comunque fedele al suo intento principale: intrattenere. E lo fa. Lo stile è quello di un fumetto, spettacolare e impossibile,…

  • True lies
    1994,  Il caricatore

    True lies

    True lies è uno dei pochi film di James Cameron ed è un’irresistibile action comedy, dal ritmo serrato, che riesce comunque a trovare il tempo e il tempismo per le risate. L’azione può dunque, e vuole, piegarsi ai fini della commedia, nella sua improbabilità, permettendosi anche un doppio finale e una struttura complessivamente tripartitica, a causa di una parte centrale tutta dedicata al rapporto moglie-marito, tra Arnold Schwarzenegger e Jamie Lee Curtis. Tutto funziona: gli effetti speciali sono avanguardistici, la regia grande e l’azione mai fine a sé stessa, oltre che pregna di scene e situazioni da mandare a memoria. Danze, inseguimenti a cavallo, striptease, duelli ad alta quota, interrogatori e sparatorie.…

  • Kingsman - Secret Service
    2014,  Il caricatore

    Kingsman – Secret Service

    Più che servizi segreti, quelli della Kingsman – Secret Service sono ninja con la pistola, ricchi di gadget mortali. La storia si suddivide in due fili narrativi, che successivamente vanno a convergere: una sorta di Hunger Games tra spie e la messa in atto del malvagissimo piano del villain di turno. Una battuta del film dice: “Questo non è quel tipo di film” e in effetti non si capisce bene che tipo sia. Però ci sono sangue, morti a palate di gusto tarantiniano e teste che esplodono in mille colori in modo assurdamente strano. Aggiungiamoci qualche battuta inaspettata da sembrare più fuori luogo che divertente, delle musiche utilizzate in maniera…

  • Il giro del mondo in 80 giorni
    2004,  Avventurarsi,  Ridere

    Il giro del mondo in 80 giorni

    Dal romanzo di Jules Verne, l’avventura viene rivisitata e trasformata in un mix di azione e comicità, che riesce, con semplicità e leggerezza, a divertire e intrattenere tutta la famiglia. Parte del merito va ai tre protagonisti, Jackie Chan, con i suoi comici combattimenti, l’espressivo e ingenuo Steve Coogan e la brava e adorabile Cécile de France. Prima delle elezioni si permette un cameo anche Arnold Schwarzenegger, regalando diverse risate.

  • Attori dei film d'azione: i duri di ieri contro quelli di oggi | Pills Of Movies
    Controindicazioni

    Attori dei film d’azione: i duri di ieri contro quelli di oggi

    gli attori dei film d’azione di ieri Dopo una crisi dell’eroe positivo negli anni precedenti, legata soprattutto a fattori culturali, negli anni 80 e in parte nei 90, torna a Hollywood la forma forte del racconto, ove si afferma con preponderanza la mascolinità, l’azione muscolare ed eroi stoici e tenaci, che grazie alle proprie forze ce la fanno. È così che alcuni attori, più di altri, fanno di queste caratteristiche un loro marchio di fabbrica, esibendo il proprio corpo in film in cui recitano la parte dei duri e dell’eroe duro a morire. Ecco chi sono gli attori dei film d’azione più celebri di ieri. #1 Bruce Willis Bruce Willis è…

  • 2004,  Ridere

    Starsky & Hutch

    La pistola spara e insieme alla polvere da sparo, in questo film omaggiante la celebre serie tv degli anni settanta, ne escono una roulette russa, un paio cheerleader, cocaina per “zuccherare” il caffè e una sfida di ballo all’ultimo sangue, ma soprattutto risate in movimento, azione che fa sorridere. I Frat Pack, Owen Wilson, Ben Stiller, Vince Vaughn e Will Ferrell dimostrano il solito spassoso affiatamento e anche i personaggi minori sono incisivi. Snoop Dogg calza con (preoccupante) comodità i panni di pelliccia del boss mafioso e il film vince anche un premio al miglior bacio, tra Owen Wilson, Carmen Electra e Amy Smart. Sì tutti e tre insieme. Funziona. Diverte.

  • 2014

    Maze Runner – Il Labirinto

    Pronti via, niente introduzioni e si comincia subito con Thomas che sale dalla botola. La mancanza di implicazioni sociologiche, politiche, esistenziali o distopiche, unita alla presenza del labirinto, sempre affascinante, fa viaggiare il film, che sostiene un ritmo elevato e coinvolgente. Certo, se non per il finale, che ci rigetta nelle tematiche ormai viste e riviste del neo genere young adult. Solo una cosa mi sfugge. Immaginate una radura popolata da soli ragazzi in età ormonale. Immaginate ora che venga sguinzagliata al suo interno una pulzella carina e senza memoria. Fatto? La poveretta non riesce a pomiciare neanche con il ragazzino di Game of Thrones.

  • Shadowhunters
    2013,  Avventurarsi

    Shadowhunters – Città di Ossa

    Un pizzico di Harry Potter, una spruzzatina di Twilight, una sbirciata al folklore popolare e… Tadàà! Ecco Shadowhunters. Un film che mi spinge a chiedermi perché continuo a perdere tempo scrivendo in questo blog, invece di scrivere un romanzetto con protagonista una ragazzetta comune, qualche mostriciattolo vampiro/mannaro/zombie, un bel triangolo amoroso, e fare i soldoni. La mia soggiaciuta passione per i fantasy mi costringe a divertirmi nelle scene d’azione, soprattutto quando Lily Collins combatte i vampiri in minigonna, stuzzicandomi molto più del padre quando prese la leadership dei Genesis, trasformandola in una band pop. Ero presente. Poi però c’è la love story. Nonostante le sopracciglia più folte del west, Clary…

  • Le avventure di Tintin
    2011,  Avventurarsi

    Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno

    Hergé ne sarebbe soddisfatto. Il duetto Steven Spielberg/Peter Jackson produce un vero film d’avventura, denso di azione, fughe, situazioni rocambolesche (con pochi stacchi di montaggio), in una storia che sembra sempre correre. Spielberg si cita spesso e Tintin può sembrare Indiana Jones, ma allo stesso tempo resta fedele al fumetto, senza tradire i fan più incalliti. A differenza dell’archeologo, Tintin permette inoltre molta più libertà di movimento, di derivazione fumettistica, che traspare anche nelle sequenze tutte dedicate all’intelligentissimo cane Milù. La motion capture restituisce la fisicità degli attori e le musiche di John Williams seguono e coordinano i loro movimenti a meraviglia. Fotorealismo eccezionale.

  • Non-Stop
    2014,  Il caricatore

    Non-Stop

    Liam Neeson che trova persone. Così, per riassumere brevemente le recenti fasi della sua carriera. Qui, in Non-stop, messaggia a bordo di un aereo con un terrorista più di un teenager con la profumiera di turno e poi ci dà prova del suo machismo. Soprassediamo alle incongruenze e la poca credibilità di alcuni aspetti, notiamo invece favorevolmente una buona dose di tensione, sospetto e azione. Lo scambio ci può stare bene. Seppure il film viaggi su binari stereotipati e consolidati, ci instilla infatti il dubbio su chi sia il dirottatore. Il senso del titolo, invece, mi è ancora di dubbia comprensione.

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