• G. I. Joe
    2009,  Il caricatore

    G. I. Joe – La nascita dei Cobra

    Sicuramente prima di mettersi seduti a guardare G. I. Joe bisogna chiedersi cosa si ha voglia di vedere. Nato probabilmente, soprattutto, come operazione di marketing della Hasbro, che dopo aver portato con successo i propri Transformers al cinema, mira a riqualificare e rilanciare anche i suoi agenti giocattolo G. I. Joe, per un ritorno alla plastica tramite la celluloide. Lo script del film non brilla particolarmente, la sceneggiatura è soprattutto un accumulo di esperienze passate dei protagonisti, nel tentativo di dare un vissuto e un’identità tonda a questi giocattoli, ma resta comunque fedele al suo intento principale: intrattenere. E lo fa. Lo stile è quello di un fumetto, spettacolare e impossibile,…

  • barb wire
    Diventare eroi,  Scaldarsi

    Barb Wire

    Da un fumetto di poco successo a un film di nessun successo, Barb Wire, interpretata da Pamela Anderson è una supereroina solitaria che pensa al proprio tornaconto, armata di due pericolosissime ed enormi bombe. Sì, se avete pensato male, avete fatto bene. Mi riferisco infatti alle tettone di Pam, perennemente lì lì per sgusciare fuori (riuscendoci spesso), mentre l’eroina combatte i criminali in tenute sadomaso di latex, per distrarli e poi strapazzarli. L’avete certamente capito, che si tratta di un b-movie sotto tutti i punti di vista, dalla regia, alla costruzione dei personaggi, dalla sceneggiatura agli sforzi realizzativi, che però tutto sommato lotta per la promozione. La cosa migliore è però che è tutto…

  • Dylan Dog - Il film
    2010,  Avventurarsi,  Fantasticare,  Investigare

    Dylan Dog – Il film

    Un pot-pourri di zombie, vampiri e lupi mannari, un’accozzaglia di gusti contrastanti, quello per l’orrido, strattonato dal fantasy, alla ricerca di un poco riuscito umorismo, circoscritto al tentativo di dare al tutto una grafica e fotografia fumettistica. Il personaggio di Dylan manca di fascino e il calderone ha in sé quel troppo che stroppia, al di là della sua relazione con il fumetto. Ciò che viene dunque, infine, servito è un film, come rimarca il sottotitolo dello stesso, che tutta via sembra essere più un episodio allungato di Buffy senza Buffy. Giuda ballerino, che filmaccio!

  • 2013,  Alienarsi

    Capitan Harlock

    Il primo film giapponese con l’utilizzo della tecnologia faceware è un prodigio di fotorealismo, ma non viene supportato da una storia alla medesima altezza. Capitan Harlock non è il protagonista di questo film, ma lo sono i due fratelli Yama ed Ezra e il loro rapporto. Il capitano resta spesso nell’ombra, nelle retrovie, è un personaggio dibattuto e oscuro. C’è poco o nulla di piratesco. Matsumoto tuttavia, il creatore di Harlock, pare ne sia stato entusiasta, tanto da commuoversi.

  • Guardiani della Galassia
    2014,  Alienarsi,  Avventurarsi,  Diventare eroi

    Guardiani della galassia

    È deciso. Dopo essere stato bocciato all’esame di Guida galattica per autostoppisti, tenterò di prendere il patentino per diventare uno dei guardiani della galassia. Irriverente, impertinente, divertente. È un cocktail dove gli effetti speciali sono un’oliva esplosiva, che semplicemente corona e si mette al servizio della vera avventura, shakerata a del frizzante humor. I personaggi sono degli scapestrati mezzi delinquenti, dalle caratteristiche più bizzarre. Drax il Distruttore non capisce le metafore, Rocket ha il cuore di Tronky, duro fuori ma tenero dentro, e una lingua tagliente, Star-Lord è l’eroe figo-sfigato perfetto. Allo stesso tempo nessuno diventa una macchietta e ogni personaggio riesce a mostrare le sue sfaccettature, da quello minore a Groot,…

  • Le avventure di Tintin
    2011,  Avventurarsi

    Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno

    Hergé ne sarebbe soddisfatto. Il duetto Steven Spielberg/Peter Jackson produce un vero film d’avventura, denso di azione, fughe, situazioni rocambolesche (con pochi stacchi di montaggio), in una storia che sembra sempre correre. Spielberg si cita spesso e Tintin può sembrare Indiana Jones, ma allo stesso tempo resta fedele al fumetto, senza tradire i fan più incalliti. A differenza dell’archeologo, Tintin permette inoltre molta più libertà di movimento, di derivazione fumettistica, che traspare anche nelle sequenze tutte dedicate all’intelligentissimo cane Milù. La motion capture restituisce la fisicità degli attori e le musiche di John Williams seguono e coordinano i loro movimenti a meraviglia. Fotorealismo eccezionale.

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