• king arthur - il potere della spada - pills of movies
    2017,  Avventurarsi,  Diventare eroi

    King Arthur – Il potere della spada

    La storia di King Arthur ha origini ataviche e per questo è di sicura attrattiva. Come Romolo, Mosè, Paride e tantissimi altri è il bambino abbandonato, che scopre le sue origini e si scopre speciale. La solita storia quindi? Sì, ma ciò che rende questo film un grande intrattenimento e uno splendido esercizio di stile è il modo di raccontarcelo. Guy Ritchie realizza un film che ha il suo ormai riconoscibilissimo stile, espresso magnificamente da un grande montaggio. Come già visto in Sherlock Holmes, la regia nelle scene più concitate alterna ai rapidi movimenti di macchina e alle zoommate improvvise dei ralenti, mentre le inquadrature cambiano rapidamente con frequenti tagli…

  • top gun
    1986,  Avventurarsi

    Top Gun

    Primo grande successo, che sarà anche il più grande successo, per Tony Scott, che dirige un “rock’n’roll nei cieli”, un cult degli anni 80. Tom Cruise è figo, sregolato e un pilota estremamente abile, che vola con successo dai cieli del severo addestramento Top Gun ai cuori delle donzelle. Il ruolo lo consacra come stella del cinema. Nel calderone di Scott, c’è molto che bolle: la guerra e l’addestramento, l’amicizia e una love story, duelli nei cieli e rivalità negli spogliatoi, regole e creatività, il mito di un padre e lo sguardo paterno di un mentore. Ma tutto è ben congegnato e funziona. Il film non soppesa i momenti, sfreccia…

  • Moulin Rouge
    2001,  Cantare,  Innamorarsi

    Moulin Rouge!

    Benvenuti al Moulin Rouge! Baz Luhrmann vi accoglie con movimenti di macchina e montaggio frenetici, ubriacanti, creando un’orgiastica frenesia che ci immerge in un mondo caleidoscopico, irreale, saturo. È qui che si svolge la storia d’amore fuori dal tempo, interpretata dai bravissimi Ewan McGregor e Nicole Kidman, di fronte a uno scenario teatrale e delle scenografie arzigogolate, dense. Splendida e originale è la scelta delle canzoni, senza timore di avere realismo cronologico, con interpretazioni e medley brillantemente tessuti nella storia. Il film subisce una flessione quando vira, improvvisamente e in forte contrasto con una prima parte ironica e spigliata, su toni più seri e sulla tragedia teatrale. Moulin Rouge! ce la fa,…

  • la grande scommessa
    2015,  Riflettere

    La grande scommessa

    Non c’è un lupo a Wall Street, con i suoi eccessi, le donne e le droghe, ma solo la crisi, uomini che ci sguazzano, uomini che affogano. La grande scommessa del film è riuscire a parlare di questo argomento, condensare il tutto in un tempo filmico accettabile, ma farlo con qualità e rendere i contenuti comprensibili a tutti. Per quest’ultimo punto, la scelta è la rottura ripetuta della quarta parete e l’inserimento di intermezzi spiccatamente ironici, che sembrano però essere il modus operandi migliore, più originale e leggero. Il montaggio è anarchico e incisivo, strasbattendosene di formalismi e convenzioni e risultando così, particolare e pregiato. La regia invece ha movimenti di macchina…

  • we are your friends
    2015

    We are your friends

    Primo lungometraggio di Max Joseph, che, dopo Catfish, pesca nuovamente nel mondo giovanile, scegliendo Zac Efron nel ruolo del DJ e la regina dei social Emily Ratajkowski, alla quale dedica però solo qualche sballonzolamento e primo piano del décolleté, rendendo così inspiegabile la sua presenza, viste le (non) doti recitative. La sceneggiatura, giusto perché in altro modo non sapevo come chiamarla, finisce con l’essere una parata di stereotipi, di mutandoni fuori dai pantaloni e cose di tendenza, affibbiati a personaggi piatti, dove tutto finisce con il giustificare (obbrobriosamente) il finale. Cole ora è un uomo vissuto e può essere il più fico DJ delle feste. Il montaggio offre al tutto…

  • 2014,  Cinematerapia: una pillola per,  Innamorarsi

    Resta anche domani

    Si tratta di un teen drama, dove drama diviene drammatico, innalzando l’amore sopra ogni cosa, anche la tragedia. Nonostante l’incidente, nel plot, ma anche quello scatenante del film, avvenga all’inizio del film, esso si spezza in due parti, una più leggera, costruita sulle prime problematiche adulte dei due protagonisti, e una seconda, sfociante nella tragedia, costellata di qualche scena mancina, che ci solletica il magone e la lacrimuccia, quale il nonno al capezzale di Mia. Con un montaggio non entusiasmante, così come la sua costruzione, e la componente drammatica, pretestuosa all’ingrandire l’amore tra i due ragazzi, di dubbia necessità e gusto amaro, Resta anche domani ci dà qualche schiaffetto, ma non…

  • 2012,  Alienarsi,  Avventurarsi,  Sorprendersi

    John Carter

    L’importanza del punto di vista. Sì, perché se guardiamo John Carter con l’occhio dell’economista, sottraendo ai finanziamenti Disney gli incassi del film, esso è tra i peggiori film della storia del cinema. Forse, addirittura, il film con maggiori perdite. Magari è proprio per questo un giorno diverrà un cult e ai miei occhi si erge a baluardo contro il pregiudizio (di chi per questi fattori rifiuta o sceglie un film). Perché John Carter è uno dei migliori film fantasy che siano passati da diverso tempo. Montaggio, computer grafica e musiche di Michael Giacchino. Andrew Stanton rilegge, cento anni dopo, il primo romanzo di Edgar Rice Burroughs, e lo riscrive intelligentemente su pellicola, con modifiche sapienti che…

  • The Village
    2004,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

    The Village

    Horror? Thriller psicologico? Niente etichette per The village, un piccolo artificio di inganno architettato da M. Night Shyamalan, regista de Il sesto senso, che costruisce un microcosmo i cui mattoni sono i riflessi della psiche e la ricerca della salvezza tramite l’isolamento. L’inquietudine e la tensione vengono instillate senza mostrare, senza far udire, avvolgendo completamente gli abitanti del piccolo villaggio e noi con loro, che entriamo a farne parte. Siamo a fine 800, ma c’è qualcosa che non va. Ci sono delle creature innominabili, esseri silvani e pericolosi, e un colore simbolico: il rosso. Attori eccezionali: Joaquin Phoenix, Adrien Brody, Bryce Dallas Howard, William Hurt, Sigourney Weaver. Aspetti tecnici ineccepibili: montaggio,…

  • grand budapest hotel
    2014,  Almeno una volta nella vita,  Avventurarsi

    Grand Budapest Hotel

    C’è molto di bello: dalla sceneggiatura al montaggio, dai costumi di Milena Canonero ai dialoghi. Tanto che bisognerebbe chiedersi cosa, in questo film, non lo è. L’abilità nel narrare, unita al surreale umorismo di Wes Anderson, creano un mondo fantasioso, che risponde a un requisito da ammirare spassionatamente: originalità. Lo stile del regista è inconfondibile: i colori, le inquadrature, le simmetrie, i movimenti di macchina. Il fantastico è improbabile, ma verosimile, e si vela di malinconia come ciò che appartiene al reale. Estetico, scenografico, preciso, logorroico, ironico, sarcastico, grottesco. Benvenuti al Grand Budapest Hotel.

Social Network Widget by Acurax Small Business Website Designers