the kid film vincent d'onofrio recensione
2019,  Il caricatore

The Kid

Quasi 10 anni dopo il suo primo film da regista, un film a basso costo che univa horror e musical, Vincent D’Onofrio torna alla regia, riprendendo la leggenda western di Pat Garrett e Billy The Kid per girare il suo The Kid.

Solo The Kid, letteralmente “il bambino”, perché il protagonista della storia è in realtà proprio un ragazzino di 14 anni, che dopo aver ucciso il padre per difendere la madre, si ritrova tra il fuoco dello sceriffo e quello del celebre bandito.

Il risultato non è purtroppo dei migliori, nonostante un cast rispettabilissimo (Ethan Hawke, Dane DeHaan, Chris Pratt). Causa soprattutto di qualche problemino di sceneggiatura, che rende alcuni passaggi logici non molto chiari e alcuni aspetti dei protagonisti alquanto vaghi.

Pat Garrett e Billy The Kid sono vecchi amici, ma questi antichi rapporti sono solo accennati, così come la loro caratterizzazione. Billy in particolare è senz’altro il personaggio più carismatico e magnetico del film e il regista gioca nel farci fare il tifo per lui, senza però accenni di epicità o mito.

Ci resta quindi una sorta di storia di formazione di un ragazzino che diventa brutalmente uomo, imparando a sopravvivere nel far west.

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