vestito per uccidere
1980,  Almeno una volta nella vita,  Investigare,  Sorprendersi,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

Vestito per uccidere

Vestito per uccidere è uno dei gioiellini di Brian De Palma, un concentrato di tensione, mistero, ansia e spavento.

Abito nero, capelli biondi e grandi occhiali da sole. Ecco quanto si intravede della misteriosa figura armata di un rasoio affilato. Non sappiamo chi è nè perché fa quel che fa.

Dopo un inizio ponderato, lento e soppesato, che gioca con gli sguardi e la camera, il ritmo improvvisamente incalza e De Palma costruisce una serie di scene di pura tensione: dall’inseguimento nella metro, all’incontro nella casa dello psicologo, fino all’epilogo strepitoso in cui il regista si prende gioco di noi.

Impossibile, inoltre, non affezionarsi alla prostituta e il ragazzino, protagonisti non volontari della vicenda, inaspettati e inconsueti eroi.

Il sesso e la sessualità presenti nel film si sono guadagnati all’epoca una sequela (ingiustificata) di critiche e accuse dai manifestanti gay, transessuali e pure dalle femministe.

Ma senza rimuginarci troppo, c’è solo da dire che Vestito per uccidere è un gran film. Da vedere.

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