videodrome recensione film david cronenberg
1983,  Alienarsi,  Riflettere,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

Videodrome

Il direttore di un canale tv che trasmette film pornografici si imbatte casualmente in un segale pirata, che trasmette immagini sadiche, di donne sottomesse sessualmente, torturate e uccise. L’uomo farà di tutto per scoprire di più su questo programma pirata chiamato Videodrome.

Il film David Cronenberg porta all’estremo le condizioni dell’uomo esposto al potere e alla persuasione dei mass media. “Morte a Videodrome, gloria e vita alla nuova carne!”, ma la carne dell’uomo è programmata dai video, tanto che la sua mente, come quella di Max, non è più in grado di distinguere realtà e finzione, cadendo in un perenne stato di allucinazione. Sono questi gli effetti della televisione.

Cronenberg riprenderà in parte questo tema 16 anni più tardi con eXistenZ, in cui sono i videogame l’ago della bilancia.

Certo sarebbe arduo definire Videodrome un bel film. Straniante, disgustoso e orripilante, questo sì, e a un certo punto ci ritroviamo invischiati in una centrifuga di carne, video e psicosi, tanto da non uscirne più. Ma senz’altro fatica a farsi dimenticare.

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