virus letale film recensione
1995,  Sorprendersi,  Tendere i nervi

Virus letale

Un film profetico? Virus letale del regista tedesco Wolfgang Petersen è un film in grado di generare con grande efficacia uno stato di ansia nello spettatore, a maggior ragione se visto durante il periodo di pandemia da Covid-19.

Il colonnello e ricercatore dell’esercito Sam Daniels viene incaricato di indagare su un nuovo virus, simile all’ebola ma molto più potente, che sta decimando un villaggio dell’Africa.

Virus letale è una pellicola dalla trama attendibile (nello sviluppo del virus e nei suoi mutamenti) oltre che ben costruita nello sviluppo: un’escalation di difficoltà contro il tempo che scorre, che rendono palpabile lo stato d’emergenza in cui vessano i protagonisti.

Le minacce inoltre sono due. Non solo il virus ma anche l’uomo stesso, che qui ha i panni dell’esercito, con le alte sfere che hanno tutta l’intenzione di insabbiare il caso.

Il cast è ben assortito e composto da ottimi attori (Dustin Hoffman, Rene Russo, Morgan Freeman, Donald Sutherland, Kevin Spacey, Cuba Gooding Jr. e anche un cameo del giovane Patrick Dempsey).

Attenzione spoiler.

Virus letale resta avvincente dall’inizio alla fine, anche grazie ad alcune scelte narrative. La cura al virus viene sviluppata in men che non si dica per non rallentare il ritmo e la via per la soluzione diventa sostanzialmente una caccia alla scimmia, il che è molto più divertente.

Peccato solo che il finale non ci riveli la sorte di uno dei co-protagonisti… o forse è sottintesa?