10 Cloverfield Lane

10 Cloverfield Lane ha un parente cinematografico, che il suo nome cita, ma non è così stretto… ignoriamolo e giudichiamolo singolarmente.

Una donna fa un incidente e si ritrova al risveglio nel seminterrato di un uomo, che le dice che fuori la popolazione è stata sterminata da un’epidemia.

Si gioca lungo tutto l’arco narrativo sul dubbio: indizi, parole dei protagonisti e dettagli ci portano a credere e non credere. Ciò è merito anche delle ottime interpretazioni, in particolare quella di un John Goodman inquietante e misterioso, una maschera enigmatica.

È un film di scatti, dove frangenti poco ritmati e inducenti quasi alla noia, precedono immediatamente scarti narrativi e picchi di inquietudine, subito placati nuovamente.

Il risultato è ottimo. Il difetto? Probabilmente solo il finale, non nel concetto, ma nel suo dilungarsi eccessivamente, diventando un doppio finale che scema la suspense, quando invece poteva restare evocativo, giocato sull’impressione. Ma va bene così…