Le avventure di Mickey Matson – Il codice dei pirati

Ci sediamo sul divano per seguire le avventure di Mickey Matson, ma… tutti già si conoscono, si salutano come amici di vecchia data e si abbracciano. E allora mi rendo conto che si tratta di un sequel, il cui primo film però non è mai uscito in Italia.

Sorvolando su 20 minuti di film in cui non si capisce una ceppa per questo motivo, passiamo al cattivo cattivissimo di turno, che però fa meno paura del cane del mio vicino. Il problema più grosso è che ha un piano terribile, sabotare tutti i dispositivi elettronici, ma non si capisce perché. Almeno fino al finale quando spiega a tutti (grazie) che è semplicemente un nemico della tecnologia sclerotico, come tua mamma quando non riesce a inviare un sms.

Purtroppo Mickey Matson è un film per ragazzi non in grado di divertire i ragazzi, capace di anestetizzare gli adulti, semplicemente approssimativo.

Una serie di frasi di circostanza e situazioni tipiche buttate qua e là, tanto che capita pure che la coprotagonista, mentre le sparano dei raggi laser addosso, dica: “speriamo che non mi colpiscano i raggi laser”. Geniale.

La soluzione agli ostacoli del protagonista si palesano sempre come per magia al suo fianco e il finale è un duello tra quest’ultimo, perennemente con la faccia da cane bastonato, e il pirata cattivo, mentre il nonno fa il tifo cercando di non farsi scoppiare il pacemaker.

No, ho detto che non fa ridere.

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