Big eyes

Di Big eyes è quasi scontato, ma necessario, dire come esso sia un film di Tim Burton che si discosta dai tratti marcati che rappresentano il suo cinema, ma che aderisce più alla fedeltà della rappresentazione di una vicenda realmente accaduta. Che le motivazioni siano l’amicizia di Burton con la pittrice Margaret Keane o una semplice scelta, poco importa.

Big eyes si distingue senza dubbio per l’accuratezza della scenografia, meritevole, insieme a trucchi e costumi, a farci vivere un po’ di anni 50 e 60 e alle interpretazioni dei suoi due attori principali: Amy Adams e Christoph Waltz, le cui performance spesso sembrano essere il film stesso.

La storia tuttavia, non coinvolge o emoziona, piuttosto frustra e crea un certo distacco. Forse perché è difficile sentirsi vicini a personaggi così sopra, fuori, dalle righe. Nel complesso il film può dunque giudicarsi discreto, ma non sa essere più incisivo, sorprendente, accattivante, affascinante, restando così nell’ombra rispetto ad altre migliori opere di Burton e più apprezzabili biopic.

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