Die hard - Duri a morire recensione
1995,  Diventare eroi,  Il caricatore,  Investigare

Die hard – Duri a morire

5 anni dopo Die harder, il regista del primo Die hard, John McTiernan, torna sul set della saga e dà alla luce il terzo capitolo: Die hard – Duri a morire. Un intervento provvidenziale che ritrova l’energia e la brillantezza del primo film, ma soprattutto si discosta dal meccanismo della scatola chiusa, rinnovandosi.

John McClane si ritrova a dover correre per la città da un telefono pubblico all’altro, insieme al malcapitato Zeus (Samuel L. Jackson), per impedire degli attacchi terroristici. A ogni corsa contro il tempo corrisponde un indovinello di un uomo misterioso che nasconde un piano machiavellico.

I punti di vista si frammentano e l’intreccio è più articolato di quanto di volta in volta si possa pensare, mentre le azioni spericolate dei due protagonisti si accompagnano a battibecchi e punte di ironia.

Dunque, se cercate un film d’azione divertente e appassionante, Die hard 3 è senz’altro una buona scelta.

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