Georgetown film recensione
2019,  Sorprendersi,  Tendere i nervi

Georgetown

Christoph Waltz è un grande attore, questo lo sappiamo. Ma può essere anche un talentuoso regista? Dopo il film tv Wenn man sich traut, mai arrivato in Italia e datato anno 2000, Georgetown è la prima produzione importante che vede alla regia l’attore Oscar per Bastardi senza gloria e Django Unchained.

Un arrivista sposa una donna molto più vecchia di lui e sfrutta i suoi agganci per fare carriera, finché una sera, quest’ultima viene trovata morta nel suo salotto. Il marito ovviamente è il primo sospettato.

Georgetown, ha le apparenze di film giallo, ma lo sviluppo tale non è e si dilunga invece nella parte centrale con scene verbose e pedanti, in cui Waltz è comunque bravissimo. Lo spunto è un articolo del New York Times, ma il film, seppure romanzi, non suscita i sospetti nello spettatore che dovrebbe, non avvince e non convince, abbandonandosi a un epilogo che ha l’effetto di un palloncino che si sgonfia, anziché esploderci in faccia.

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