Il traditore tipo recensione film
2016,  Tendere i nervi

Il traditore tipo

Il traditore tipo è il decimo film tratto da un romanzo di John le Carré, preceduto da La spia – A most wanted man (2014) e La talpa (2011). Come nel romanzo, l’adattamento cinematografico di Hossein Amini (I due volti di gennaio), ha al centro della vicenda un professore di poetica, che mentre è in vacanza con la moglie in Marocco si ritrova coinvolto in un gioco politico e spionistico tra Russia e Inghilterra.

Se Il traditore tipo fosse un film di Hitchcock, vista la situazione di partenza, il protagonista se la caverebbe da solo in un qualche modo, ma Perry è un uomo semplice, in balia degli eventi, anche se si dimostra un uomo d’onore.

Intorno a lui non ci sono gli inglesi buoni e i russi cattivi (come in un film di 007), ma un vischioso sistema di corruzione (dove sono soprattutto i britannici a sporcarsi l’immagine).

Detto ciò, la storia è coinvolgente e il finale ottimo, anche se i 107 minuti sembrano durare il doppio.

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