L'ufficiale e la spia polanski film recensione
2019,  Ispirarsi,  Riflettere

L’ufficiale e la spia

L’ufficiale e la spia, che in lingua originale s’intitola J’accuse, proprio come l’editoriale di Émile Zola, ci racconta le vicende dell’affare Dreyfus, uno dei casi giudiziari più celebri e scandalosi della storia.

Roman Polański ci racconta il caso dalla prospettiva dell’ufficiale Georges Picquart, strepitosamente interpretato da Jean Dujardin, uomo integerrimo e arso dal fuoco della verità in un mondo corrotto.

In molti hanno rivisto nel film un J’accuse dello stesso regista in riferimento alle vicende biografiche che l’hanno coinvolto, giocando a trovare le analogie. Può darsi, ma parliamo di cinema e Polański il cinema lo sa fare davvero bene.

Con i campi lunghi dei corridoi e gli spazi angusti delle stanzette, il film ci introduce cautamente nella vicenda e a noi sembra di camminare sul parquet degli interni, dove scricchiolano il legno e i rapporti, così come ci sembra di respirare la polvere del sospetto.

Non trascuriamo inoltre che la tematica è attuale, sia come denuncia del cieco razzismo, che degli spietati sistemi del potere.

Oltre a Dujardin, splendidi anche gli altri attori.

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