la morte e la fanciulla film polanski recensione
1994,  Tendere i nervi

La morte e la fanciulla

La morte e la fanciulla è tra i film smaccatamente teatrali di Roman Polański, che come Venere in pelliccia e Carnage è ambientato quasi interamente nello stesso luogo. L’opera infatti è proprio di derivazione teatrale e trae il titolo dal tema musicale di Franz Schubert, che nella storia ha un ruolo cruciale.

Paulina, moglie del futuro presidente della commissione incaricata a indagare sui crimini avvenuti durante la dittatura, riconosce nel dott. Roberto Miranda l’uomo che la stuprò quando era prigioniera.

Il film si gioca tutto sull’ambiguità del suddetto dottore e nel dubbio che sia vero o falso ciò che afferma. Per un film del genere sono necessarie grandi interpretazioni e gli attori scelti, Sigourney Weaver, Ben Kingsley e Stuart Wilson, rispettano le aspettative.

La morte e la fanciulla non è tra i gioiellini del regista, ma è un buon film, consigliato per gli appassionati dei thriller di tensione.

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