La signora ammazzatutti film recensione
1994,  Ridere,  Tendere i nervi

La signora ammazzatutti

La signora ammazzatutti è una black comedy del 1994 di John Waters. La protagonista è una madre e moglie per bene, appartenente a una tipica famiglia americana, che rivela una personalità fortemente disturbata.

Dagli scherzi telefonici all’omicidio basta un attimo. Beverly compie i suoi crimini con una beata innocenza, tanto che – nonostante le crudeltà – allo spettatore vien difficile trovarla antipatica. Inoltre, ciò che fa perdere le staffe a Beverly sono cose assolutamente condivisibili (un ragazzo che accompagna a scuola il figlio e non mette la cintura ad esempio), che però le provocano delle reazioni esagerate, similmente a quanto visto in un film (non commedia) come Un giorno di ordinaria follia.

Ne deriva un umorismo stridente, di sorrisi a bocca storta. Al contempo, proprio per questi motivi, il film ha una sua originalità.

Nel complesso La signora ammazzatutti ha inoltre una leggerezza inaudita e straniante. La famiglia di Beverly accetta la sua follia omicida con straordinaria facilità e anzi, inizia a specularci sopra. Sotto questo aspetto Waters mette alla berlina gli atteggiamenti di alcuni media e di una società che spettacolarizza il delitto, invitando in televisione i criminali o rendendoli popolari protagonisti di film e serie televisive.

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