labyrinth film recensione
1986,  Avventurarsi,  Fantasticare

Labyrinth – Dove tutto è possibile

Dal creatore dei Muppets, Jim Henson, una storia che sapora di anni 80, un’avventura pura, come quelle d’una volta. Labyrinth fu un fiasco al botteghino all’uscita, ma venne rivalutato negli anni a seguire, diventando un cult.

A distanza di oltre 30 anni, il film di primo impatto può sembrare invecchiato, abituati come siamo alla computer grafica, tuttavia è sufficiente lasciarlo scorrere per apprezzare una serie di trovate ricche di fantasia e di inventiva, ma anche l’umorismo e le battute, che lo rendono godibile ancora oggi.

D’altro canto, Labyrinth è senz’altro un film edulcorato, senza cattiveria, a partire dal pur iconico villain, il re dei goblin interpretato da David Bowie, con un finale purtroppo deludente, fumoso e facilone.

Ma non vi abbiamo ancora detto la trama. Sarah, stanca dei capricci del fratellino, desidera che i goblin lo portino via. E, indovinate un po’, il desiderio si realizza. Ovviamente pentita, dovrà inoltrarsi in un favoloso labirinto per salvarlo.

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