okja film recensione
2017,  Avventurarsi,  Riflettere

Okja

Certo che fare un film su un maiale gigante è una scelta azzardata. Eppure Bong Joon-ho non ha temuto la sfida. Forse quelli del team marketing sì, ma ciò che importa è che Okja è stato distribuito da Netflix e che noi abbiamo potuto vedere questa stravagante avventura.

L’amministratrice della Mirando Corporation annuncia di aver scoperto una nuova razza di maiale. 26 di questi super-maiali vengono spediti in parti diverse del mondo, con lo scopo di premiare, 10 anni dopo, il migliore di essi. Inizia così la storia di Okja e Mija, bambina coreana crescita in compagnia dell’insolito animale.

Superati i primi minuti, in cui il film sembra qualcosa difficile da definire e da inquadrare, Okja ingrana e si rivela un film d’avventura per nulla scontato, che ha anche qualcosa da dire. Le disavventure di Mija  e del suo migliore amico, infatti, rivelano senza dubbio un messaggio animalista.

Il risultato? Inusuale. Come in altri film di Bong Joon-ho, l’effetto è quello di un fiorellino viola su una giacca marrone: diverte ma non troppo, stride ma non punge. I generi si intersecano e nel finale quasi si finisce per commuoversi.

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