MEN IN BLACK 1 recensione film 1997
1997,  Alienarsi,  Almeno una volta nella vita,  Avventurarsi,  Diventare eroi,  Fantasticare

Men in black

Il primo e unico, inimitabile, spassoso, travolgente, appassionante Men in black. Quando il film di Barry Sonnenfeld esce nel 1997 è semplicemente un successo planetario. Proveremo a spiegarvi e spiegarci il perché.

I men in black sono un team di agenti speciali che si occupano di cosucce come impedire invasioni aliene, tenere sotto controllo i marziani che si nascondono tra noi e cancellare dalle menti delle persone il ricordo di avvistamenti. Quando l’agente K (Tommy Lee Jones) sceglie l’agente J (Will Smith) come nuovo partner, noi insieme a lui scopriamo un mondo segreto di congegni iper-tecnologici e alieni d’ogni specie, travolti da un’insolita impresa.

Il mix di generi è vincente, un’avventura che unisce la fantascienza alla brillante commedia, senza mai diventare parodia. Il concept è geniale e il carisma dei protagonisti dirompente. La sregolatezza di J e al tempo stesso la sua meraviglia ci avvicinano a lui, mentre la nonchalance di K si trasforma in espediente comico. Le battute sono fulminee e acute, mentre, non da ultimo, la piattola aliena è un villain eccellente, al contempo disgustoso e divertente.

Men in black ha un solo difetto, dopo 98 minuti finisce.

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