identità film recensione identity
2003,  Investigare,  Sorprendersi,  Tendere i nervi

Identità

Dieci estranei si ritrovano accidentalmente nello stesso Motel, impossibilitati, a causa del maltempo, ad andarsene o telefonare. È questo l’incipit di Identità, thriller che si ispira liberamente a Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, riprendendone i tòpoi, ma discostandosi dall’intreccio classico.

Intrigante la prima parte, che attraverso flashback e fortuite coincidenze, incastra le vite dei protagonisti, oltre a segnare uno stile di narrazione. Impronta poi abbandonata nel mezzo, dove gli avvenimenti ricalcano gli  schemi assodati del genere horror.

James Mangold ci stupisce però nel finale, ribaltando completamente la prospettiva sul suo film, costringendoci a rivalutarlo in chiave psicologica e facendoci provare qualche genuino brivido. Infine, con un ultimo colpo di scena, gioca la sua carta migliore e ci sorprende nuovamente.

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