il terzo uomo recensione film noir
1949,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Investigare,  Sorprendersi,  Tendere i nervi

Il terzo uomo

Il terzo uomo è un film noir perfetto. Non sapremmo in che altro modo definirlo, ma possiamo invece provare a spiegarvi il perché.

Uno scrittore giunge a Vienna invitato da un vecchio amico, ma al suo arrivo scopre che è morto dopo essere stato investito proprio sotto casa.

Il protagonista si muove in una città sospettosa e frammentata dal dopoguerra, dipinta dalle luci e dai riflessi di una splendida fotografia. Tra giochi di penombre e chiaroscuri, bugie e falsi indizi, Holly Martins si ritrova imbrigliato in una rete di personaggi enigmatici, poliziotti testardi e, non da ultima, una femme fatale.

Chiaramente indagherà per suo conto, deciso a far luce sul mistero. A sottolineare i suoi passi in città c’è una musica dalle note ironiche, che ci accompagnano in un film dalle mille sfumature: senz’altro romantico nei valori di amicizia e d’amore, ma in fondo disilluso, nichilista e, nel sublime finale, profondamente malinconico.

La sceneggiatura regala svolte sorprendenti, dialoghi brillanti e scene memorabili, rendendo Il terzo uomo un film eccezionale.

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