Ocean's 8 recensione film
2018,  Sorprendersi

Ocean’s 8

Dopo aver dato vita cinematografica a una delle eroine di maggiore successo degli ultimi anni in Hunger Games, Gary Ross prende in mano il progetto di Ocean’s 8, uno spin-off al femminile di Ocean’s Eleven.

Figlio dei movimenti che richiedono a gran voce più spazio alle donne, il film ripropone le stesse dinamiche del film di Soderbergh, ma con 8 donne dal carattere forte come protagoniste.

E il principale problema è proprio questo: è uguale, ma molto meno fico di Ocean’s Eleven (e di Ocean’s Twelve [e di Ocean’s 13]).

Perché?

Ottima domanda.

Perché emula e non reinventa. Perché il colpo arriva dopo oltre un’ora e l’esecuzione non è poi così articolata ed eccezionale. Gli ostacoli vengono superati troppo facilmente e basta un angolo cieco dalle telecamere per metterlo a segno.

Infine, l’effetto sorpresa con lo svelamento dell’inganno non ha i tempi giusti, e tale non è, perché non arriva né il colpo di scena né lo stupore.

Peccato.

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