Quattro matrimoni e un funerale

I manuali di drammaturgia consigliano un evento nell’atto finale del film, per una maggiore drammaticità. E qui è così, ma ce ne sono altri quattro prima, che vanno, unendosi, a coprire tutta la durata del film, riuscendo ugualmente a realizzare una narrazione fluida.

Capostipite di cliché, esemplare di “eroismo” di gruppo ed enorme presa in giro ai matrimoni.

L’espressione da tonto di Hugh Grant, quell’aria indecisa e imbarazzata, ma al contempo affascinante. Il film che l’ha lanciato.

Una commedia con gusto.

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