• source code
    2011,  Avventurarsi,  Sorprendersi

    Source Code

    È il solito leitmotiv, quello della giornata ripetuta più volte, qui 8 minuti, ma attualizzato, “fantascientificizzato” verosimilmente e condito da un po’ di salsa romance e alcune storyline di contorno, legate al protagonista, di impatto. L’inizio lascia spaesati, noi come Jake Gyllenhaal, il finale invece esplode nell’inaspettata sorpresa e in un epifanico incastro che innalza il tutto. Uno dei miei preferiti, di questi ultimi anni, di questo genere.

  • 2011,  Cinematerapia: una pillola per

    Mean Girls 2

    Non certo acuto come il primo film, Mean Girls 2 è fondamentalmente una fotocopia. Per cui non posso nemmeno occupare qualche riga a descrivervi la trama, il che è un problema perché non c’è proprio un fico secco da recensire. Anche il cast made in Disney, non è minimamente all’altezza del predecessore e, addirittura, Wikipedia Italia si dimentica di inserirlo nella filmografia della regista Melanie Mayron. Guardandolo senza riferimenti al suo genitore… “Non scrivere una frase fatta, non scrivere una frase fatta” (Pensiero dell’autore). Mean Girls 2 resta un film di intrattenimento leggero, destinato soprattutto a un pubblico giovane e femminile.

  • La luna
    2011,  Tornare bimbi

    La Luna

    La luna: un astro, una barchetta, un cortometraggio. L’italiano Enrico Casarosa condensa per la Disney-Pixar le sue esperienze personali, confezionandole insieme a Il piccolo principe di Saint-Exupéry e La distanza dalla luna di Calvino, dando vita a una storia che sembra di sfogliarla, come in un libretto per bambini, condita di quegli ingenui sentimenti e piccole emozioni che fanno bene al cuore.

  • 2011,  Cinematerapia: una pillola per,  Ispirarsi

    L’Arte di Vincere

    In un’epoca dove tutto nello sport viene misurato e calcolato, questo biopic è attualissimo, riuscendo allo stesso tempo dai numeri, quasi ossimoricamente, a parlare di romanticismo, umanità e sport. Brad Pitt, assistito da Jonah Hill, è un manager tratteggiato dalle sue azioni, seppure protagonista di dialoghi brillanti e coinvolgenti, che ricalca con classe la figura dell’outsider, un uomo dal passato segnato dal fallimento delle sue ambizioni, vicino allo spirito romantico ottocentesco della sehnsucht. Un trionfo della spettacolarità della verità, a scapito della più mainstream verosimiglianza spettacolare. “Come si fa a non essere romantici con il baseball?”. E con lo sport.

  • Headhunters film
    2011,  Tendere i nervi

    Headhunters

    Headhunters è un film sempre sul filo del rasoio. Un rasoio che talvolta taglia. Dal romanzo di Jo Nesbø, questo thriller norvegese ha davvero tutte le carte in regola. Fedele ai principi della buona drammaturgia, Headhunters avanza in un climax ascendente fino ad un finale dove tutto, con piacere, coincide. Il protagonista, ben caratterizzato nella sua doppiezza, tra il sé ostentato e quello privato, arranca per gran parte del film in un susseguirsi di ostacoli sempre più grandi, che lo spettatore gode nel vedere opposti alle disperate e sole forze dell’uomo. Successo di critica e di pubblico, nel 2011 diventa il film norvegese di maggior incasso di tutti i tempi. La…

  • Le avventure di Tintin
    2011,  Avventurarsi

    Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno

    Hergé ne sarebbe soddisfatto. Il duetto Steven Spielberg/Peter Jackson produce un vero film d’avventura, denso di azione, fughe, situazioni rocambolesche (con pochi stacchi di montaggio), in una storia che sembra sempre correre. Spielberg si cita spesso e Tintin può sembrare Indiana Jones, ma allo stesso tempo resta fedele al fumetto, senza tradire i fan più incalliti. A differenza dell’archeologo, Tintin permette inoltre molta più libertà di movimento, di derivazione fumettistica, che traspare anche nelle sequenze tutte dedicate all’intelligentissimo cane Milù. La motion capture restituisce la fisicità degli attori e le musiche di John Williams seguono e coordinano i loro movimenti a meraviglia. Fotorealismo eccezionale.

  • War Horse
    2011,  Avventurarsi,  Commuoversi

    War Horse

    Steven Spielberg senza dubbio sa come raccontare una storia e, nel farlo, quali corde toccare, nella psiche e nel cuore dello spettatore. War horse lo dimostra e lo fa con un cavallo per raccontare gli uomini. Joey galoppa, trotta, va al passo, tra la guerra e le persone, divenendo al contempo protagonista e demiurgo del mondo filmico che si dipana d’innanzi ai nostri occhi. Con questo punto di vista particolare, War Horse appassiona e commuove. La scena del filo spinato spicca tra tutte, ma non è l’unica. Si tratta, in primis, di una storia di amicizia e umanità, tanto utopistiche quanto intense nella loro messa in scena.

  • butter
    2011,  Riflettere

    Butter

    Una bambina adottata entra in competizione con una donna molto ambiziosa in una gara di sculture di burro… Attorno a questo concorso viene creata una enorme manifestazione e si fa di tutto per vincerla, ostacolando illecitamente la bimba, facendo propaganda, discorsi elettorali, boicottando, imbrogliando. In Butter il riferimento sembra proprio essere quello delle elezioni presidenziali, ridimensionandole goliardicamente. Il problema di Butter (se tale può essere considerato) è forse il suo essere atipico, oltre che mancante d’azione o di grandi colpi di scena. Tuttavia si tratta di un film intelligente, satirico, critico al moralismo e all’ipocrisia, diretto al cuore della società statunitense.

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