2011
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Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno
Hergé ne sarebbe soddisfatto. Il duetto Steven Spielberg/Peter Jackson produce un vero film d’avventura, denso di azione, fughe, situazioni rocambolesche (con pochi stacchi di montaggio), in una storia che sembra sempre correre. Spielberg si cita spesso e Tintin può sembrare Indiana Jones, ma allo stesso tempo resta fedele al fumetto, senza tradire i fan più incalliti. A differenza dell’archeologo, Tintin permette inoltre molta più libertà di movimento, di derivazione fumettistica, che traspare anche nelle sequenze tutte dedicate all’intelligentissimo cane Milù. La motion capture restituisce la fisicità degli attori e le musiche di John Williams seguono e coordinano i loro movimenti a meraviglia. Fotorealismo eccezionale.
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War Horse
Steven Spielberg senza dubbio sa come raccontare una storia e, nel farlo, quali corde toccare, nella psiche e nel cuore dello spettatore. War horse lo dimostra e lo fa con un cavallo per raccontare gli uomini. Joey galoppa, trotta, va al passo, tra la guerra e le persone, divenendo al contempo protagonista e demiurgo del mondo filmico che si dipana d’innanzi ai nostri occhi. Con questo punto di vista particolare, War Horse appassiona e commuove. La scena del filo spinato spicca tra tutte, ma non è l’unica. Si tratta, in primis, di una storia di amicizia e umanità, tanto utopistiche quanto intense nella loro messa in scena.
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Butter
Una bambina adottata entra in competizione con una donna molto ambiziosa in una gara di sculture di burro… Attorno a questo concorso viene creata una enorme manifestazione e si fa di tutto per vincerla, ostacolando illecitamente la bimba, facendo propaganda, discorsi elettorali, boicottando, imbrogliando. In Butter il riferimento sembra proprio essere quello delle elezioni presidenziali, ridimensionandole goliardicamente. Il problema di Butter (se tale può essere considerato) è forse il suo essere atipico, oltre che mancante d’azione o di grandi colpi di scena. Tuttavia si tratta di un film intelligente, satirico, critico al moralismo e all’ipocrisia, diretto al cuore della società statunitense.