Sharknado 2

Non è un B-Movie, ma un C-Movie, forse D.

Qui non importa nulla, né una trama né spiegazioni, attori che sappiano recitare non ci interessano, ma dar loro copioni con scritto “Ahhh!” “Ohhh!” “Aiutooo!” è molto meglio. Niente ha senso, né le azioni dei protagonisti (che fanno cose inspiegabili, talvolta nonostante una battuta antecedente che sembra annunciare qualcosa) né il finale, ovvero come porre fine agli uragani.

Ma ripeto, non importa, perché i veri squali sono quelli della Asylum, che con la minima spesa possibile provano e riescono a monetizzare il massimo dalle loro fonti di guadagno. Sarebbe dunque sbagliato etichettare la serie Sharknado semplicemente come porcheria (cosa che in effetti è).

Concludo dunque rimembrando la scena in cui Ian Ziering cavalca uno squalo volante con delle catene, che, nella mia fervida immaginazione, è una citazione a Stanley Kubrick e il maggiore T.J. “King” Kong, che cavalca la bomba in cielo ne Il dottor Stranamore.

Così, solo per il gusto di immaginare il mitico Kubrick nell’aldilà che mi legge e si strappa i capelli nello scoprire di venire associato a questo film.

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