solo dio perdona film recensione
2013,  Alienarsi,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

Solo Dio perdona

Dopo l’uscita di Drive, maggior successo del regista, Nicolas Winding Refn riabbraccia Ryan Gosling e gira Solo Dio perdona, un film viscerale, silenzioso, cruento e decisamente inferiore al sopra citato.

È un film che esce direttamente dal suo inconscio, probabilmente da sensazioni e visioni, visto che lo stesso Refn ha dichiarato in un’intervista che l’idea di partenza è stata un’immagine dei pugni chiusi.

Probabilmente nemmeno lui stesso, da lì in poi, può spiegarci qual è il significato di Solo Dio perdona. Sappiamo che i suoi film non sono (volutamente) di facile visione. Ma senz’altro nella Bangkok di luci al neon e privè ci sono delle simbologie, dei concetti e una trama minimale.

Un uomo commette uno stupro e un assassinio, dunque ne deve pagare le conseguenze. Ma il suo gesto scatena una sequela di vendette e punizioni.

Le mani, come simbolo di potere e di forza sono tra i temi principali, insieme alla visione della maternità come devozione e sudditanza, oltre alla figura di un uomo che si sente un Dio e un po’ lo è, tranne per il fatto che lui non perdona.

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