Uomini che odiano le donne film recensione 2009
2009,  Investigare,  Tendere i nervi

Uomini che odiano le donne

Un giornalista caduto in disgrazia e un’hacker dal passato oscuro indagano su una sparizione avvenuta ben 40 anni prima. Uomini che odiano le donne è il thriller svedese tratto dal romanzo best seller di Stieg Larsson, facente parte della serie Millennium.

Quello di Niels Arden Oplev è un film crudo, con alcune scene decisamente forti, che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno. Ma il giallo alla base della vicenda è abbastanza affascinante e articolato da tenere incollati gli spettatori alla schermo per tutto l’arco narrativo e nonostante la durata di 152 minuti (180 nella versione integrale).

A dare ulteriore fascino al film, ci sono i due protagonisti, due reietti tra i quali si instaura una relazione inusuale. In particolare Lisbeth Salander è un’eroina moderna, fragile ma indipendente, che si muove con astuzia in un mondo crudele e spietato verso le donne.

Uomini che odiano le donne ha avuto due sequel usciti lo stesso anno (La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta) e un remake hollywoodiano girato da David Fincher.

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