la ragazza che giocava con il fuoco film recensione
2009,  Tendere i nervi

La ragazza che giocava con il fuoco

La ragazza che giocava con il fuoco è il secondo film della trilogia Millennium. Sequel di Uomini che odiano le donne. Dopo gli eventi del primo film, Lisbeth Salander è ancora nei guai. Mentre Mikael Blomkvist è alle prese con un complicato caso di prostituzione, la ragazza diventa infatti la principale sospettata di un triplice omicidio.

Cambia la regia e cambia anche lo stile del film, in una vicenda priva del giallo che rendeva così affascinante la prima trasposizione della storia ideata da Stieg Larsson. La ragazza che giocava con il fuoco è un thriller più puro, che ha le radici in un intrigo politico, legato allo spionaggio. In aggiunta Lisbeth e Mikael si cercano e si evitano per tutto l’arco narrativo, senza mai incontrarsi, privandoci dunque di un altro elemento che aveva reso il primo film otriginale e accattivante: l’interazione tra queste due personalità.

Ne deriva un film teso e a tratti tensivo, ma che non sorprende come il precedente. La trama inoltre ha un finale molto aperto, che rende necessaria la visione del terzo film, uscito sempre lo stesso anno: La regina dei castelli di carta.

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