Biancaneve e il cacciatore

Biancaneve e il cacciatore, di Rupert Sanders, lascia il tempo che trova, ed è il tempo della moda piuttosto che del buon cinema. Nella ormai dilagante pratica di riproporre i classici Disney in salsa rosa, barbecue e al tonno, Sanders ha per lo meno il merito, al di là della resa finale, di nutrire un’idea di rielaborazione, scelta in chiave dark, senza timore di soffermarsi anche sul macabro.

Le caratterizzazioni si modernizzano e modificano, così come alcuni passaggi di trama sia disneyana che “Grimmesca”. Ottimo visivamente, Biancaneve e il cacciatore resta a lungo intrappolato nella foresta nera e l’avventura non coinvolge pienamente, l’emozione non coglie per nulla.

La faccia perennemente contrita di Kristen Stewart non aiuta il regista ed è inoltre difficile, difficilissimo, credere che, vicino a (una credibile) Charlize Theron, sia lei la più bella del reame.

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