Guardiani della galassia

È deciso. Dopo essere stato bocciato all’esame di Guida galattica per autostoppisti, tenterò di prendere il patentino per diventare uno dei guardiani della galassia.

Irriverente, impertinente, divertente. È un cocktail dove gli effetti speciali sono un’oliva esplosiva, che semplicemente corona e si mette al servizio della vera avventura, shakerata a del frizzante humor.

I personaggi sono degli scapestrati mezzi delinquenti, dalle caratteristiche più bizzarre. Drax il Distruttore non capisce le metafore, Rocket ha il cuore di Tronky, duro fuori ma tenero dentro, e una lingua tagliente, Star-Lord è l’eroe figo-sfigato perfetto. Allo stesso tempo nessuno diventa una macchietta e ogni personaggio riesce a mostrare le sue sfaccettature, da quello minore a Groot, nonostante pronunci solo tre (cinque) parole in tutto il film.

La mano del barman, James Gunn, si sente. Amo i registi che amano la musica e qui il mix, dagli anni 60/70 direttamente nello spazio, in un gioco diegetico ed extra, tra David Bowie, Jackson 5, Marvin Gaye, rasenta la genialità.

I fumetti al cinema dovrebbero essere così. Freschi, spassosi, irrealistici, leggeri, turbolenti, esagerati, caleidoscopici, alcolici.

4 pensieri su “Guardiani della galassia

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