ghost in the shell film recensione
2017,  Alienarsi,  Avventurarsi,  Diventare eroi,  Il caricatore

Ghost in the shell

Sezione di sicurezza pubblica numero 9. Il Maggiore (questo l’unico appellativo nel film), è quanto più si avvicina all’essere perfetto: cervello umano e corpo robotico. Ghost in the shell è l’adattamento cinematografico dell’omonimo manga del 1989, con protagonista Scarlett Johansson.

Ciò che funziona è “la shell“, la conchiglia. Scenografia e fotografia debitrici (come tutti) di Blade Runner, e nel complesso un comparto tecnico efficace, funzionale e immersivo.

Ciò che non funziona è “il ghost“, lo spirito del film. I temi, non nuovi, sono quelli dell’identità, dello sviluppo tecnologico-robotico, della perfezione tecnica e l’imperfezione dei sentimenti. Il tutto però resta un tema, mai un’emozione o un’empatia.

A contribuire a questo è inoltre il villain, che tale più non è da metà film, cedendo il posto a un secondo villain e facendo cedere la forza drammaturgica del film.

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