hell or high water recensione film
2016,  Avventurarsi

Hell or high water

Hell or high water, diretto da David Mackenzie, è frutto di una delle tre sceneggiature di Taylor Sheridan, insieme a Sicario e I segreti di Wind River, che compongono idealmente una sorta di trilogia della frontiera americana. Senza altri preamboli, è facile affermare che si tratta di tre ottimi script.

Hell or high water ha alla base una classica storia di rapinatori e poliziotti. I primi assaltano piccole banche, dandosi alla fuga nelle sterminate pianure dell’assolato Texas, i secondi li inseguono in un abile gioco di deduzioni.

Ciò che rende il film speciale è l’atmosfera crepuscolare, la sensazione che stiamo vivendo una storia che passa il testimone, perché come si dice nel film stesso, i bianchi cacciarono gli indiani da quelle terre e ora le banche cacciano i bianchi.

Nonostante alcuni personaggi tipici, come l’accoppiata rapinatore fuori controllo e rapinatore intelligente, così come lo sceriffo vicino alla pensione, ma più sveglio di tutti gli altri, Hell or high water ha dialoghi acuti e uno sviluppo non banale, nonostante fin dall’inizio ci sia la sensazione (anche esplicitata) che non siamo di fronte a una storia a lieto fine.

Proprio il finale, che racchiude il senso del film, è perfetto, suggellando una storia che ha meritato la candidatura all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale.

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